Iscrizioni Articoli

Articoli marcati con tag ‘erbe’

VIRTU’ DELL’ORTICA II

lunedì, 3 agosto 2009

I parte dell’articolo

Può essere usata come alimento ed è voce comune che i germogli siano ottimi nei risotti o nei minestroni. Contiene vitamina C, azoto e ferro.

Nomi regionali
Basilicata: r’ddìca
Calabria: ardicàra, ardìca
Campania: ardica
Lombardia: urtiga
Molise: r’ddich
Piemonte: urtìa
Puglia: virdìcula
Sardegna: pitzulenti, pitzianti, pistiddori
Sicilia: lardica
Veneto: ortiga

Curiosità
Viene citata anche nei racconti popolari Bertoldo, Bertoldino e Cacasenno.
Re: “Qual è quell’erba che fin i ciechi la conoscono?”
Bertoldo: “L’ortica”

In un quadro di Albrecht Durer, famoso pittore e incisore tedesco della fine del Quattrocento, è rappresentato un angelo che offre al Creatore niente meno che un’ortica. Quale migliore testimonianza potremmo desiderare del prestigio che già allora circondava quest’erba?

Castore Durante, ad esempio, nel suo “Herbario Nuovo” (1585), dopo aver detto: “E’ così notissima pianta l’ortica, che si conosce da ciascuno fino nella notte oscura”, elencò una tale quantità di “virtù di dentro” e di “virtù di fuori” da far venire il capogiro.

Attorno a questa pianta strana che punge e cresce in mezzo ai ruderi sono nate anche molte leggende: credenze popolari antiche, che attribuivano all’ortica virtù magiche, come il potere di allontanare i fulmini se si buttavano le sue foglie in mezzo ad un fuoco. Chi poi ne portava addosso un’intera pianta, sarebbe stato al riparo da qualsiasi maleficio. Sempre una pianta intera, tenuta con la radice verso l’alto, in una notte di luna piena, avrebbe fatto passare la febbre all’ammalato di cui si fosse detto il nome a voce alta. Si riteneva anche che trasmettesse molto coraggio a chi la teneva in mano: in effetti, non è difficile immaginare una certa dose di aggressività in un individuo che stringe un mazzo di ortiche con le mani nude. Ed infine, se vogliamo credere ai pronostici tratti dai sogni, ci sarà di buon auspicio sognare di essere “punti” da un’ortica, è sicura previsione di successo.

Salute
Utilizzata come pianta medicinale anche dai Greci con proprietà antidiarroiche, diuretiche, cardiotoniche e antianemiche.

Viene anche impiegata per arrestare la caduta dei capelli.

Nel Medioevo veniva battuta e sfibrata per essere usata per tessere stoffe simili alla canapa o al lino.

Nella medicina popolare si usava percuotere con un mazzo di ortiche le parti del corpo colpite da paralisi o affezioni reumatiche.

L’Ortica, grazie alla clorofilla che è contenuta in quantità eccezionale nelle foglie costituisce un valido e del tutto innocuo colorante per medicinali, cosmetici, prodotti igienici e liquori. Veniva usata anche come colorante per i tessuti delicati: le foglie tingono di un bel verde, mentre le radici di giallo.

Un altro aspetto dell’ortica è l’azione rivitalizzante che ha, esattamente come la camomilla, sulle piante che le crescono vicino, ed è interessante osservare che la esplica in modo particolare sulle aromatiche (specialmente sulla menta), delle quali pare faccia aumentare il contenuto in olio essenziale. Inoltre, il macerato d’ortica, ottenuto facendo macerare la pianta intera in acqua per 12 ore, se spruzzato sulla pianta infestata dagli afidi, la libera da questi parassiti senza dover ricorrere a prodotti tossici.

L’ortica è una buona fonte di proteine: quando è fresca ne contiene da 6 a 8 g ogni 100 g, essiccata ne contiene da 30 a 35 g (percentuale vicina a quella della soia, uno dei legumi più ricchi di proteine).

Nelle epistassi si consiglia di introdurre nel naso batuffolini di cotone idrofilo imbevuti di succo fresco di ortica.

In veterinaria si considera giustamente l’ortica un’ottima pianta foraggera e pare che, oltre che trasmettere agli animali gli indubbi valori nutrizionali e salutari che possiede, essa rende i bovini particolarmente resistenti alle malattie infettive, aumenta notevolmente la produzione di latte delle vacche e conferisce ai cavalli un manto più lucente. E’ vivamente consigliabile nell’allevamento dei conigli e di tutto il pollame: in particolare si è visto che i tacchini, nutriti con un pastone addizionato di ortica tritata, ingrassano di più e che le galline aumentano la quantità e migliorano la qualità delle loro uova.

Alimentazione
Ed ora passiamo al lato forse più trascurato, ma a mio avviso importantissimo, dell’ortica: quello di ottima pianta alimentare. Essendo ricca di vitamine (A, C, K, B2 e acido folico), sali minerali, proteine e aminoacidi essenziali, essa costituisce un alimento di alto valore nutrizionale. In più, possiede un sapore delicatamente aromatico che la rende adatta alla preparazione di piatti appetitosi. Gli inconvenienti che presenta sono solo apparenti: basta tener presente che i peli urticanti delle foglie vengono neutralizzati sia da una bella lavata, che da una cottura anche brevissima, e che per cogliere e maneggiare tranquillamente l’ortica è sufficiente munirsi di un paio di guanti di pelle o di gomma. Per contro, le utilizzazioni di queste foglie saporite e salutari sono parecchie: dall’ottima zuppa di ortica, specialità della bassa Lombardia, al risotto verde, alla frittata con cime di ortica, al minestrone, ai ravioli di magro, ai raffinati vol-au-vent. Senza contare che le cime di ortica si possono far lessare e poi condire a piacere esattamente come gli spinaci, fornendo una squisita verdura nutriente, mentre l’acqua di cottura (una tazza al mattino a digiuno), depura e disintossica l’organismo. Con le foglioline più tenere, tritate finemente, si possono aromatizzare le insalate e le salsine alle erbe.

Succo fresco
E’ il modo migliore di utilizzare l’ortica per sfruttarne le proprietà medicinali, soprattutto l’effetto depurativo; si ottiene schiacciando le foglie o centrifugandole; generalmente se ne prende un bicchiere al mattino e uno a mezzogiorno.

Infuso
Si prepara con 50g in 1 litro d’acqua; si lascia in infusione per 15 minuti e se ne prendono 3 o 4 tazze al giorno.

Decotto di ortica
Fate bollire 1 cucchiaio di ortica essiccata in 2,5 dlitro d’acqua per 2-3 minuti. Trascorso questo periodo lasciate riposare per 5 minuti, quindi filtrate.
Consumatene 2 tazze al giorno per depurare il sangue.

Lozioni
Si applica il succo sulla zona ammalata della pelle.

Impacchi
Si imbevono nel succo, si applicano sulla zona malata e si cambiano 3 o 4 volte al giorno. .

Urticazioni
Con un mazzo di ortica appena tagliata si batte leggermente l’articolazione affetta da un processo infiammatorio o reumatico (ginocchio, spalla ecc.); questo produce un effetto revulsivo per il quale il sangue viene attratto in superficie decongestionando i tessuti interni.

LE VIRTU’ DELL’ ORTICA

giovedì, 16 luglio 2009

Urtica dioica (Urticacee)

Noi tutti, penso, abbiamo fatto almeno una volta, e a nostre spese, la conoscenza più o meno “bruciante” di questa erbacea, alla quale ben si addice l’appellativo di “burbero-benefica“. Foglie e fusti sono ricoperti da peli contenenti una sostanza urticante. Quando si sfiora la pianta, l’apice dei peli si rompe e ne fuoriesce un liquido irritante formato principalmente da acetilcolina, istamina, serotonina e acido formico.

OrticaDettaglio dei peli urticanti che provoca, per contatto, arrossamento e bruciore cutaneo: ciò forse ha determinato il disprezzo che attualmente circonda questa pianta in realtà benefica. Dove son presenti le ortiche infatti il terreno viene arricchito e le piante vicine prosperano, inoltre se delle ortiche vengono aggiunte al cumulo del concime ne accelerano la maturazione. Infatti, è aggressiva soltanto nel difendersi da nemici voraci, per il resto è una pianta che potrebbe essere utile all’uomo in molti modi. Dico potrebbe perché, pur essendo comunissima e, quindi, facilmente reperibile, l’ortica viene utilizzata meno di quanto meriti. Il nome deriva dal latino urere (bruciare) e dioica (in quanto porta su di un individuo solo fiori maschili o solo fiori femminili). L’ortica cresce spontanea nei luoghi incolti in genere: lungo le strade, i fossi, le siepi, vicino alle case e nei boschi, dal mare fino ad un’altitudine di 2.500 metri. E’ una pianta erbacea perenne. Non è necessario coltivare le ortiche: esse da millenni seguono l’uomo nei suoi spostamenti e se tagliate rivegetano prontamente dai rizomi. Chi però lo desidera può piantarne un ciuffo vicino ai cespugli di ribes, che ne trarranno vigore, o in un angolo dell’orto, per averne sempre una piccola, ma comoda scorta a disposizione.

RACCOLTA

I getti giovani freschi sono i migliori in cucina, in quanto più teneri e anche in campo medico, perché il loro potere curativo è massimo: il momento migliore per coglierli è dopo una pioggia, il periodo più adatto è la primavera (quando conviene anche farne una buona scorta per l’inverno), o l’autunno quando, dopo il taglio del fieno, crescono i nuovi getti. Naturalmente data la caratteristica di queste piante è necessario munirsi di forbici e guanti. Una volta secche perdono il loro potere irritante.

PROPRIETA’

Uso interno (principalmente tisane): diuretico , depurativa, antireumatico, leggero effetto anti-allergico (allergia da fieno ), cura le infezioni delle vie urinarie, la cistite, la gotta, previene la formazione dei calcoli urinari e renali. La radice migliora le manifestazioni legate all’ ipertrofia prostatica, limitando le dimensioni della prostata, forse per una interazione tra sostanze presenti nell’ ortica e le proteine sieriche che legano normalmente gli androgeni.
Ipoglicemizzante, allevia la tensione da sindrome pre mestruale. Indicata anche nelle diete dimagranti.
Essa contiene ferro per cui esercita una funzione antianemica ed è particolarmente indicata per una cura primaverile consistente nel bere una tisana di germogli alla mattina prima di colazione e un’altra tazza, sempre a piccoli sorsi, durante il giorno. Per mantenere intatti i principi attivi della pianta è bene solo scottare i germogli, senza farli bollire a lungo. Un cucchiaino di germogli d’ortica è sufficiente per un quarto di litro d’acqua: dopo una breve infusione si può bere senza zuccherare, chi lo desidera può aggiungere nell’acqua dell’infuso un po’ di camomilla per migliorare il sapore. Oltre a curare stanchezza e mal di testa l’ortica possiede virtù emostatica, come si può vedere facilmente se, in caso di epistassi, si introduce nella narice sanguinante un batuffolo di cotone imbevuto del suo succo.

Uso esterno da applicare in lozione o altra soluzione: cura cosmetica per esempio sui capelli, trattamento contro la caduta dei capelli, favorisce la ricrescita e previene contro la forfora e i capelli grassi,
Reumatismi: artrite, artrosi, gotta.

EFFETTI COLLATERALI / CONTRO INDICAZIONI / INTERAZIONI

Effetti collaterali : nessuno a conoscenza
Contro Indicazioni: come tutti i diuretici riduce le riserve di potassio ed è bene quindi mangiare molta verdura e frutta, non eccedere nelle quantità di infuso che potrebbe causare irritazione gastrica, se si stanno assumendo contemporaneamente diuretici di sintesi fare attenzione nel suo uso, può causare un leggero abbassamento della pressione sistolica, alle dosi indicate è una pianta sicura. Per tutte le domande che riguardano la diagnosi bisogna chiedere consiglio al vostro medico ayurveda.

La prossima settimana vi descriverò tutte le curiosità che riuscirò a raccogliere sull’ortica e di nuovo un brevissimo ripasso sul loro utilizzo in cucina e altri rimedi ancora…

Per ora vi consiglio un infuso tutte le mattine di ortica almeno per dieci giorni e spero ne trarrete giovamento!

Seconda parte dell’articolo

Erbe in campo, erbe nel piatto

lunedì, 11 maggio 2009

Data: 07/06/2009
Ora: dalle 10:00 alle 12:00
Titolo: Visita al giardino botanico
Luogo: Casola Valsenio

Escursione al giardino botanico Il giardino delle erbe per avere una panoramica delle erbe officinali e aromatiche. Il corso verrà tenuto dal direttore del giardino, il dott. Sauro Biffi, che spiegherà le proprietà delle erbe e dalla D.ssa Anna Camatti che le descriverà dal punto di vista Ayurvedico.

Le piante che andremo a vedere saranno: berberis vulgaris, atropa belladonna, giuschiamo, iris, tanaceto comune, digitale, speronella, calendula, iperico, sclarea, cicuta, echinopo, gallium, ribes nero e rosso, acetosa, betonica officinale, echinacea purpurea e pallida, consolida off., ancusa off., valeriana rossa ed officinale, altea rosea, enula campana, ricini, stramoni, escolzia, saponaria, bardana, paritaria, fieno greco, psillio, ruta, acrimonia, scorodonia, verbasco, santoreggia, camomilla romana, lavande, pelosella, dragoncello, artemisie varie, erisimo, maggiorana, timo, menta, finocchio, antolina, salvia, stevia, lippa citriodora, peonia e altre. Ovviamente il programma potrebbe variare a discrezione della guida.

Il prezzo è di € 10, comprensivo di ingresso e visita guidata. Ricordiamo che, essendo Atah una associazione, per partecipare alle nostre attività è obbligatorio il tesseramento annuale. L’iscrizione ammonta a € 35 e ha validità sino a dicembre 2009 permettendo quindi l’accesso anche a corsi e seminari autunnali.

E’ possibile facoltativamente prenotare il pranzo vegetariano presso la trattoria Valsenio con menù fisso:  antipasto, bis di primi, secondo, contorno, dolce, caffè, acqua e vino della casa. Il menù è a base di erbe e in tema con la giornata. Prezzo € 25.

Il giardino botanico è a Casola Valsenio è quindi raggiungibile solo mediante automobile. Stiamo quindi cercando di ottimizzare il numero di vetture per cui chi fosse interessato, all’atto dell’iscrizione, comunichi se ha disponibilità di un mezzo o se cerca un passaggio.

Per ragioni organizzative le iscrizioni verranno chiuse martedì 3 giugno.

Il Giardino delle Erbe

Via del Corso 2/1

48010 Casola Valsenio (RA)

http://www.ilgiardinodelleerbe.it/

Nascita della botanica farmaceutica

lunedì, 15 dicembre 2008

La botanica farmaceutica è nata dall’esperienza empirica, dal momento in cui l’uomo primitivo assaggiò le piante e cominciò a riconoscerle e quindi distinguere categorie diverse: piante innocue, velenose, dolci, amare, per mitigare i sintomi di malattie, piante allucinogene, ecc.

In ogni caso questa conoscenza era molto riservata, tanto che nei villaggi o tribù la persona che la deteneva aveva anche molto potere perché poteva diventare un’arma di ricatto; le piante potevano essere utilizzate per credenze religiose, magiche, superstizioni, rituali propiziatori o di difesa da demoni.

Nel corso dei secoli le società primitive cominciarono a cercare dei criteri di utilizzo, ossia inizia la medicina per similarità per es. la resina rossa usata per le malattie del sangue; le foglie a forma di cuore per curare le disfunzioni cardiache ecc.

Il primo testo di medicina botanica, in occidente, nasce tra gli Egiziani, studi non ancora metodici ma con molti spunti interessanti. La svolta vera avverrà nel Medioevo con Paracelso che classificò più o meno sistematicamente le erbe fino alla genesi dei concetti di fitoterapia nel XVI sec., con la creazione dei primi erbari.

Introduzione all’erboristeria Ayurvedica – III parte

sabato, 13 dicembre 2008

Titolo: Introduzione all’erboristeria Ayurvedica – III parte
Luogo: presso Virya 2, via A. Saffi 10/2
Descrizione: Il corso, rivolto a tutti, si prefigge di far conoscere i principi base della classificazione e dell’utilizzo delle piante secondo l’Ayurveda; in particolare le loro qualità, i sapori, l’energia, le proprietà specifiche e gli effetti post digestivi.

Collegata al corso è prevista una giornata di visita guidata in un giardino botanico (data e costo da definire).

Ora inizio: 15:30
Data: 2009-03-07
Ora fine: 18:30