Iscrizioni Articoli

Archivi per la categoria ‘Leggi e documenti’

Medicine non convenzionali, ci vuole una legge

venerdì, 8 ottobre 2010


Medicine non convenzionali, ci vuole una legge
di Alessandra Giordano

L’hanno dichiarato forte e chiaro e più volte: la medicina omeopatica, l’agopuntura o le altre medicine non convenzionali sono sempre al fianco dell’allopatia. Ciò che è importante è solo la salute del paziente, comunque questo venga curato, poiché “le due medicine devono integrarsi per ricercare la scelta migliore in termini di salute”.

Ma per far ciò occorre una regolamentazione, una fattiva collaborazione tra le varie discipline per arrivare ad una proposta di legge. Allora ben vengano le riunioni ad hoc e i convegni come quello organizzato sabato scorso nella sala dell’ordine dei medici della provincia di Napoli dal dott. Filiberto Molese, Presidente del Club di medicina biologica Ariele in collaborazione con l’Amab, gli agopuntori bolognesi.

Tra le testimonianze riportate dai partecipanti alla tavola rotonda alla quale ha portato il suo saluto il padrone di casa, dott. Gabriele Peperoni presidente dell’Ordine ospitante, è stato detto che “tra le terapie utilizzate soprattutto nei pazienti con lesioni gravi e tumorali, è stato sottolineato che anche l’omotossicologia e l’omeopatia hanno consentito – da sole o in associazione con altre cure – di ottenere risultati sorprendenti ed inattesi portando a soluzione definitiva patologie altrimenti giudicate incurabili”.
E, ancora, che “l’omeopatia funziona, pur senza comprenderne appieno i meccanismi d’azione, poiché i risultati fino ad oggi ottenuti su decine e decine di malati ‘inguaribili’ sono stati poi curati e guariti omeopaticamente…”

“L’ideale della medicina omeopatica – spiega la Presidente dell’Apo Italia, Vega Palombi Martorano – è quello di educare l’uomo all’attenzione di una visione globale ed unitaria dell’essere vivente nel suo rapporto imprescindibile con la natura”.

Nel progetto Apo di educazione alla salute da divulgare nelle scuole, promosso con circolare ministeriale 362/92, la Martorano sottolinea come non si voglia assolutamente propagandare l’omeopatia quale medicina alternativa, bensì raccomanda di utilizzare il metodo proposto dall’omeopatia come “strategia di prevenzione”. La cosiddetta “medicina dolce”, perché non tossica, si basa proprio sulla conoscenza della propria unità psico-fisica e sia gli insegnanti che i ragazzi delle scuole imparano, attraverso una serie di incontri, a cogliere la forma di reazione di un soggetto con l’ambiente, intendendo con esso anche la famiglia, il lavoro, l’alimentazione e il clima.

Apparentemente in Italia – vista la Carta costituzionale che proclama la salute fondamentale diritto dell’individuo ed interesse della collettività, garantendo cure gratuite agli indigenti – c’è libertà di scelta terapeutica, ma di fatto, viene negato all’utente un rimborso delle spese e quindi viene impedito alle fasce economicamente più deboli, di potersi avvalere della medicina alternativa.

Il Convegno – al quale hanno preso parte esperti e agopuntori, giuristi e filosofi – si è chiuso, dunque, con una proposta di legge che la Medicina alternativa venga a pieno titolo regolamentata nella struttura pubblica come in quella privata e che a tutti i livelli –dai reparti ai ministeri – ci sia sempre la presenza di un medico omeopata. E, ancora, che nelle Università e nelle Scuole siano previsti corsi di specializzazione e che vengano, infine, stanziati finanziamenti da parte dello Stato destinati alla ricerca scientifica in tal senso.

14/12/2009

Istituto Superiore di Sanità – Ayurveda

domenica, 11 aprile 2010

Il 17 Dicembre 2009 si è tenuta una giornata dedicata all’Ayurveda, presso l’Istituto Superiore di Sanità a Roma. l’incontro era stato indetto dall’Istituto stesso ed erano stati invitati: Arif Shahid Khan, ambasciatore d’India a Roma, il Sig. Benedetto Valle della Maharishi Ayurveda, il Dott. Edoardo Di Leginio della Maharishi Vedic University, il Dr. Paolo Scartezzini farmacologo della stessa, la Dott.ssa Nancy Miladoor, consulente dell’Ambasciata dell’India che hanno illustrato, rispettivamente, aspetti culturali, filosofici, teorici, farmacologici e relazionali dell’Ayurveda. Il Dott. Geraci dell’Istituto ha tracciato un profilo della situazione italiana dell’Ayurveda e dei problemi ad essa connessi che ha enumerato con precisione, ma per i quali non c’è ancora una soluzione praticabile.

Siamo stati presenti Guido come presidente di Atha Ayurveda e come medico ayurvedico, e Anna come vicepresidente e come titolare di Virya-Ayurveda Italiana. Nei colloqui privati che hanno seguito i lavori ufficiali abbiamo offerto la nostra totale collaborazione con l’Istituto per chiarire e contribuire a risolvere gli ostacoli ancora presenti.

Un argomento importante è stato la ricerca in Ayurveda, i lavori sperimentali o clinici, sono pochi e di qualità scientifica non eccelsa. La mia proposta è stata quella di proporre l’utilizzzione di una scheda clinica uniforme per tutti i medici ayurvedici, punto di partenza almeno per studi osservazionali o singoli casi clinici.

Ad una precisa richiesta da parte del pubblico che chiedeva se si possono utilizzare le erbe occidentali, il farmacologo, che ci conosce benissimo, ha risposto in modo generico, sono intervenuto facendo presente che quanto auspicato è già una realtà commerciale, con prodotti ayurvedici con piante italiane già vagliati ed approvati dal Ministero della Salute.

Lettera del Presidente dell’Ordine Medici Bologna su MNC

martedì, 29 settembre 2009

Al Presidente del comitato centrale FNOMCeO
Dott. Amedeo Bianco
e p.c.
Ai Presidenti OMCeO d’Italia
Loro sedi

Oggetto: Medicine Non Convenzionali (MNC)

Caro Amedeo,

Riprendo l’argomento in oggetto facendo seguito al mio intervento in sede di Consiglio Nazionale (CN) del 18 aprile u.s. per ribadire quanta allora espresso e riaffermare la necessita di non arretrare dalle posizioni assunte dalla FNOMCeO a seguito del CN di Terni del 2002.

Alla tua replica ho ritenuto di non intervenire onde evitare una situazione dialogica inopportuna.

Ma alcune tue affermazioni meritano puntualizzazione affinché si eviti di pensare che il rigore sempre richiesto dalla Federazione degli Ordini dell’Emilia-Romagna, e dall’OMCeO di Bologna in particolare, sia finito nel dimenticatoio.

Ti ricordo, infatti, il mio sconcerto alla prima richiesta della FNOMCeO sull’esiguo numero di ore di formazione ritenuto necessario per accedere alla opportunità di avvalersi, in ambito pubblicità sanitaria, della dizione di “Esperto in MNC” e la battaglia legale (vinta) contro una scuola di formazione in omeopatia (CISDO) che pretendeva di abbassare a 300 le ore richieste dall’OMCeO di Bologna posizionato allora, come ora, su 600.

Ingenerosa, dunque la Tua affermazione relativa alla presunta ritrovata unità a Trieste (con chi?) sulla necessità di essere rigorosi lasciando intendere che la posizione da noi assunta non lo fosse.

Il fatto che le Regioni comincino a legiferare nell’accezione concorrente in ambito di organizzazione sanitaria e ineccepibile, ma che la FNOMCeO si posizioni, arretrando, sino a ritenere di dover ritenere possibile il riconoscimento legislativo a solo tre delle nove MNC avallate nel Convegno di Temi e cosa poco accettabile.

Comunque non sarà un Comitato Centrale ad affondare decisioni di un CN.

Vale la pena si rammenti l’esistenza dell’autonomia degli Ordini Provinciali e la funzione di indirizzo della FNOMCeO.

Quanto alla gelosa custodia dell’autonomia non ti sfuggirà che l’Ordine di Bologna non si è annoverato fra gli ultimi.

E’ bene qui ricordare che l’Assemblea Legislativa dell’Emilia-Romagna nella seduta pomeridiana di mercoledì 5 luglio 2006 ha approvato, ai sensi dell’art. 121 della Costituzione, l’oggetto consiliare n. 428 relativo al Progetto di proposta di legge alle Camere: “Disciplina delle Medicine Non Convenzionali esercitate da laureati in medicina e chirurgia, odontoiatria e veterinaria”.

Tale progetto è stato inviato alle Camere ed è uno dei quattro disegni di legge (qui allegati) assunti dalla Commissione Sanità del Senato per il disegno di legge unificato sulle Medicine Non Convenzionali di cui è relatore il Sen. Daniele Bosone.

II progetto di legge, dopo I’ampio consenso ricevuto in sede di udienza conoscitiva, ha avuto, nella stesura definitiva, un fattivo congiunto contributo tecnico professionale della Commissione per le MNC dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Bologna, della Federazione Regionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Regione Emilia-Romagna, del Comitato Permanente di Consenso e Coordinamento per le Medicine Non Convenzionali in Italia, delle associazioni di pazienti che il Comitato rappresenta, ed ha posto in giusta evidenza il corretto operare della Regione Emilia-Romagna.

Infatti per la prima volta una regione, avvalendosi dell’art. 121 della Costituzione, ha inviato un segnale inequivocabile al Governo, ed un forte impulso affinché il Legislatore, dopo quasi vent’anni

di progetti di legge sulle MNC sempre naufragati, possa varare finalmente la legge quadro nazionale come pressantemente richiesto dai professionisti, dalla Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici, da consumatori, pazienti, associazioni e società medico scientifiche di MNC.

Tale legge potrà porre l’Italia al pari delle nazioni più avanzate dell’Unione Europea, quali Francia, Regno Unito, Germania, Austria ove le MNC da anni, affiancate e interconnesse con la medicina convenzionale, sono inserite ufficialmente e stabilmente nei programmi formativi universitari e riconosciute dai sistemi sanitari nazionali e dalle assicurazioni e casse malattia, ottemperando inoltre finalmente a quanto il Parlamento Europeo nel 1997 e il Consiglio d’Europa nel 1999 avevano statuito invitando tutte le nazioni dell’Unione Europea a dotarsi di leggi nazionali sulle MNC.

Per una semplice lettura si evidenziano le MNC proposte nel riconoscimento legislativo dai diversi progetti:
Cursi: agopuntura, fitoterapia, omeopatia, omotossicologia;
Massidda: agopuntura, omeopatia, antroposofia, omotossicologia, chiropratica, osteopatia, medicine orientali;
Bosone
: agopuntura, chiropratica, fitoterapia, medicina antroposofica, medicina ayurvedica, medicina omeopatica, medicina tradizionale cinese, omotossicologia-medicina fisiologica di regolazione, osteopatia;
Regione Emilia-Romagna: medicina omeopatica, medicina omotossicologia, agopuntura, medicina ayurvedica, medicina tradizionale cinese, fitoterapia, medicina antroposofica, medicina tradizionale tibetana, medicina manuale: osteopatia, chiropratica.

Parimenti deve sottolinearsi con rilievo il fatto che la Commissione Sanità del Senato del Parlamento Italiano, nel raccordare i numerosi progetti di legge avanzati da deputati e senatori nell’arco del tempo, abbia voluto prendere come importante base di discussione proprio il progetto inviato dalla RER facendo proprie linee essenziali ivi delineate ed in particolare proponendo le nove MNC.

Ora, a fronte di alcune derive riduttive che si propongono da parte di altri soggetti e concernenti il riconoscimento in sede legislativa regionale di sole tre MNC pare oltremodo doveroso sottolineare non solo gli importanti riconoscimenti di cui si avvalgono tutte le nove MNC in campo internazionale ma anche il pericolo che la sola legiferazione per un numero limitato di MNC comporterebbe.

Infatti le eventuali MNC escluse, sebbene meno praticate ma comunque ben lungi dal non essere meritorie al pari delle altre, finirebbero in una sorta di limbo e praticate al di fuori di quelle istituende norme di salvaguardia che la proposta dell’Assemblea Regionale RER ha avanzato.

All’uopo si allega un breve profilo riassuntivo relativo alla formazione in MNC nel nostro Paese dacui non può non evincersi il rigore assunto e fatto proprio nelle delibere dell’OMCeO di Bologna alfine di avvalersi del titolo di “esperto” da utilizzarsi nella pubblicità sanitaria.

E’ qui utile sottolineare come nel giugno 2006 il Parlamento Europeo, in seduta plenaria, abbia approvato il Settimo Programma Quadro per 10 Sviluppo e la Ricerca 2007-2013, nel cui ambito sono state incluse per la prima volta le MNC.

Come richiede l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) è necessario ed etico tutelare, salvaguardare, promuovere, studiare, tramandare e applicare il patrimonio culturale dei saperi e dei sistemi medici e di salute antropologici sia occidentali sia orientali, nell’assoluto rispetto dell’integrità originaria e tradizionale dei singoli paradigmi ed epistemi. Inoltre l’OMS, il giorno 8 novembre 2008, in occasione del Congresso Mondiale sulla Medicina Tradizionale tenutosi a Pechino, ha emanato la “Dichiarazione di Pechino sulla Medicina Tradizionale” in cui si richiede, tra l’altro, “la necessità di azione e cooperazione da parte della comunità internazionale, dei governi, nonché dei professionisti e degli operatori sanitari al fine di assicurare un utilizzo corretto della medicina tradizionale come componente significativa per la salute di tutti i popoli, in conformità con le capacita, le priorità e le leggi attinenti dei singoli paesi”.

In Europa sono stati fondate nel 2004 due piattaforme di azione per le MNC: lo European Research Initiative on Complementary and Alternative Medicine, EURICAM (Vienna) e lo European Forum on Complementary and Alternative Medicine, EFCAM (Bruxelles).

Nel 2005 ha avuto luogo a Bruxelles lo European Open Health Forum for Stakeholders “Health Challenges and Future Strategy” ove in sessione plenaria l’8 novembre 2005 è stato sottoscritta e presentata alla Commissione Europea la seguente mozione sulle MNC: “Questa mattina abbiamo affrontato tematiche quali il porre le necessità del paziente tra le priorità dell’azione nell’ambito delle politiche sanitarie dell’Unione europea e proteggere il paziente dalle minacce alla sua salute.

Se ci si rende conto che:

esiste una domanda crescente di Medicine Non Convenzionali da parte dei cittadini europei;

che l’efficacia clinica delle Medicine Non Convenzionali e, in molti casi, di efficacia almeno pari a quella della medicina convenzionale, come ampiamente dimostrato da numerosi studi di lunga durata che hanno incluso migliaia di pazienti;

che le Medicine Non Convenzionali non sono solo efficaci ma anche molto sicure;

e che, di conseguenza, le Medicine Non Convenzionali possono essere di concreto aiuto per ridurre l’enorme tasso di mortalità e morbidità causato dagli effetti avversi dei medicinali allopatici,

è giunto il tempo che l’Unione Europea includa le Medicine Non Convenzionali nella sua azione”.

II 23 ottobre 2007 il Parlamento Europeo e il Consiglio hanno adottato congiuntamente la Decisione che istituisce un secondo Programma d’Azione Comunitaria in materia di Salute (7th Framework Programme of the European Community for research, technological development and demonstration activities 2008-2013 – in sigla FP7).

Per la prima volta e stata inserita una voce che riguarda le Medicine Non Convenzionali. Così facendo le Istituzioni dell’Unione Europea in qualche modo riconoscono le Medicine Non Convenzionali (in coerenza con le risoluzioni del 1997 e del 1999). Di seguito si riporla il testo nella versione italiana della Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea: “Il programma dovrebbe prendere atto dell’importanza di un’impostazione olistica della sanità pubblica e tenere in considerazione nelle sue azioni, ave appropriato e in presenza di prove scientifiche o cliniche di efficacia, la medicina complementare e alternativa”. (20.11.2007 Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea L 301/5)

Dato che la Commissione Europea, nell’ambito del Settimo Programma Quadro per la Ricerca e lo Sviluppo (FP7), ha lanciato nel terzo bando una specifica area per le Medicine Non Convenzionali, è stata costituita a Berlino, tra istituzioni che si occupano di MNC nelle nazioni della EU (il Comitato per le MNC in Italia ne fa parte), la piattaforma “FP7-CAMbrella” per presentare un grande progetto europeo di ricerca nei vari ambiti delle MNC (3rd call for theme 1 “Health” of the specific FP7 work programme ‘Cooperation’ includes under section 3.1 a research topic on Complementary and Alternative Medicine, topic 3).

In occasione del primo European Congress for Integrative Medicine, promosso dal Institute for Social Medicine, Epidemiology, and Health Economics della Charitè University Medical Center di Berlino e stato costituito a Berlino (08.11.08) lo European Chapter della International Society for Complementary Medicine Research, ISCMR.

Inoltre nel 2008 è stato avviato sempre presso l’Institute for Social Medicine, Epidemiology, and Health Economics della Charitè University Medical Center di Berlino lo European Information Centre on Complementary and Alternative Medicine, EICCAM.

All’European Open Health Forum 2008, organizzato dalla Commissione Europea (Direzione Generale per la Salute e la Protezione del Consumatore) l’11 dicembre 2008 a Bruxelles, è stata sottoscritta e presentata alla Commissione Europea la seguente mozione sulle MNC:

Le Medicine Non Convenzionali (CAM, Complementary and Alternative Medicine, secondo la definizione adottata dalla Cochrane Collaboration a seguito della Conferenza di Consenso tenutasi al National Institute of Health, Bethesda, USA) nella considerazione che prestazioni mediche e sanitarie di queste Medicine possono essere scelte sia in alternativa alle medicine allopatiche (Alternative), cioè come prima scelta terapeutica, ovvero in associazione a (Complementary) prestazioni mediche e sanitarie della medicina allopatica o biomedicina, sono da considerarsi priorità assoluta per la politica sanitaria dell’Unione Europea.

Infatti la richiesta di MNC e in forte aumento da parte dei cittadini europei.

Tale realtà riflette il bisogno da parte dei cittadini europei di cure olistiche centrate sul singolo paziente.

Circa il 70% della popolazione europea fa usa di terapie di Medicine Non Convenzionali

L’efficacia clinica delle Medicine Non Convenzionali e in molti casi almeno pari all’efficacia della medicina convenzionale, come e dimostrato da numerosi studi di lunga durata che hanno coinvolto migliaia di pazienti.

II profilo di sicurezza ed efficacia delle Medicine Non Convenzionali è positivo, specialmente nel trattamento individualizzato, centrato sul paziente

Le tecniche di produzione dei medicinali non convenzionali rispettano e proteggono l’ambiente

L’inserimento delle Medicine Non Convenzionali fino dal livello delle cure primarie può aiutare a ridurre i costi e l’enorme problema della mortalità e morbidità causato dai molteplici effetti avversi dovuti alla prescrizione di molti medicinali allopatici

Le Medicine Non Convenzionali sono richieste per promuovere e mantenere la buona salute in Europa sia dei giovani che della popolazione anziana.

Le Medicine Non Convenzionali rappresentano un forte contributo di promozione della salute

A beneficio di tutti i cittadini chiediamo con forza che l’Unione Europea promuova l’inserimento delle Medicine Complementari, Alternative e Tradizionali nella sua politica sanitaria.”

Un cordiale saluto

IL PRESIDENTE

(Dott. Giancarla Pizza)

Lettera del Comitato al Prof. F. Fazio

sabato, 4 luglio 2009

www.fondazionericci.it/comitato

Prof. Ferruccio Fazio
Sottosegretario di Stato
Ministero del lavoro, della salute e
delle politiche sociali

Gentile Professore,

il successo del recente Congresso di Medicina  Ayurvedica a Milano ha riportato in primo piano  il tema delle Medicine Non Convenzionali e del pluralismo in medicina.
L’OMS nella recente Dichiarazione di Pechino, ha raccomandato che tutti gli approcci tradizionali, altrimenti chiamati Non Convenzionali o Complementari ed Alternativi ricevano attenzione e sviluppo in un contesto di garanzia.
Nell’ambito delle Medicine non Convenzionali, recenti tendenze normative in Italia cercano di frammentare questo ampio mondo, dando dignità, e pertanto proponendo una sorta di riconoscimento, solo a agopuntura, omeopatia, fitoterapia, senza peraltro che di queste discipline si espliciti con chiarezza una definizione. Altre medicine e pratiche che la FNOMCeO nel 2002 definì appropriatamente atto medico restano inspiegabilmente escluse e tra queste la medicina antroposofica, l’omotossicologia e la medicina ayurvedica.
Il Comitato di consenso per le Medicine Non Convenzionali in Italia, costituitosi nel dicembre 2003 a seguito della firma del Documento di Consenso, realtà multidisciplinare no profit, che rappresenta associazioni di professionisti e di pazienti, da anni è impegnato perché tutte le realtà del non convenzionale crescano nel confronto con la biomedicina  e al tempo stesso vengano riconosciute nella loro specificità e per il contributo che possono dare alla salute dei pazienti.
L’estremo interesse dei cittadini per tutti questi metodi di cura, documentato anche dalle più recenti indagini statistiche, richiede che per tutte queste metodiche si diano orientamenti normativi a garanzia dei cittadini stessi.

Nonostante la frammentazione normativa che le modifiche al titolo V della Costituzione hanno comportato, con lo sviluppo delle pur legittime iniziative regionali in ambito regolativo, lo Stato mantiene un essenziale compito da svolgere nella definizione delle professionalità e nell’armonizzazione delle prestazioni offerte ai cittadini.

Le recenti  linee guida licenziate dall’AIFA per i medicinali omeopatici costituiscono un importante provvedimento in tema di sicurezza per i cittadini.

Attualmente in Senato in Commissione Sanità è in corso la discussione sul progetto di legge sulle Medicine non Convenzionali e il Senatore Daniele Bosone ne è il relatore.

In qualità di Coordinatrice del Comitato stesso, mi permetto di chiederle  di accogliere per un incontro una delegazione del Comitato composta dai rappresentanti delle diverse medicine  per sottoporre alla sua attenzione le principali problematiche che questo particolare tema pone.

Allego il Documento di consenso e la composizione e presentazione del Comitato.

In attesa di un gentile riscontro,

cordiali saluti,

Antonella Ronchi

Dott.ssa Antonella Ronchi
Medico chirurgo-Omeopata
Via Aurelio Saffi 32   20123 Milano
Tel e Fax: +390248004621  +393397991932
e-mai: anto.ronchi@tiscali.it
Presidente Federazione Italiana delle Associazioni e dei Medici Omeopatici (FIAMO)
Coordinatrice del Comitato di Consenso per le Medicine Non Convenzionali in Italia

Milano, 1.4.09

Bollettino Ordine Medici Bologna n°7 Luglio 20091° Congresso internazionale di Medicina Ayurvedica

sabato, 4 luglio 2009

Bollettino Notiziario n° 7 luglio 2009 • 21

NOTIZIE
I° Congresso Internazionale di Medicina Ayurvedica “Ayurveda:
il senso della Vita – Consapevolezza, Ambiente e Salute”.

Si è svolto il 21 e 22 Marzo 2009 a Milano con grande successo il I° Congresso Internazionale di Medicina Ayurvedica “Ayurveda: il senso della Vita – Consapevolezza, Ambiente e Salute”. L’evento, sotto la Direzione Scientifica del Dr. Antonio Morandi, Presidente della Società Scientifica Italiana di Medicina Ayurvedica – SSIMA, ha visto più di 350 partecipanti provenienti da tutto il mondo seguire, nelle due giornate di lavori, le numerose relazioni scientifiche. Il Congresso ha ricevuto un grande consenso istituzionale testimoniato oltre che dalle lettere di benvenuto da parte di Ferruccio Fazio, Viceministro al Welfare e Salute del Governo Italiano e di Giampaolo
Landi di Chiavenna, Assessore alla Salute del Comune di Milano, dai numerosi patrocini ricevuti quali quelli dall’Ordine dei Medici della Provincia di Milano e dell’Ordine dei Medici della Provincia di Bologna, dalle ASL delle Provincie di Brescia e di Varese, dall’Assessorato alla Sanità del Comune di Milano e dall’Assessorato alla Sanità della Regione Lombardia oltre che dal Comitato Permente di Consenso per le Medicine Non Convenzionali in Italia, della Associazione per la Medicina Centrata sulla Persona, della Fondazione di Noopolis, della Fondazione Gaia, dell’Associazione di Pazienti Ayurvedici Atah. Ulteriore testimonianza del grande interesse suscitato dal Congresso, il Ministero della Salute e Welfare del Governo dell’India ha inviato una delegazione guidata dal Dr. S.K. Panda Joint Secretary del Dipartimento AYUSH (Ayurveda, Yoga, Unani, Siddha Homoeopathy). Il Dr. Panda ha espresso grande soddisfazione per il successo dell’evento che ha iniziato a tracciare la strada dell’integrazione tra moderna medicina occidentale e antica scienza ayurvedica.
Questo Congresso è stato un evento molto particolare. Oltre ad essere stato un congresso scientifico di medicina ayurvedica questo evento ha riunito tre concetti che, apparentemente nella nostra cultura, tendiamo a tenere separati: il concetto della consapevolezza di sé, quello dell’ambiente e quello della salute. Lo scopo è stato proprio quello di dimostrare che sono elementi intimamente legati uno all’altro e che rappresentano proprio i fattori determinanti della nostra vita. Per questo motivo sono stati invitati al Congresso, insieme ad esponenti autorevoli dell’Ayurveda, noti esperti
di Medicina occidentale e rappresentanti del mondo della Fisica. La connessione fra fisica e medicina occidentale è sempre stata molto forte ma purtroppo limitata al solo funzionamento meccanico e termodinamico degli organismi, o alla realizzazione di potenti strumenti diagnostici e terapeutici. Ad un certo punto la comunicazione fra queste due scienze si interrompe; la fisica ha individuato definito e cercato di spiegare la struttura della realtà e delle sue intime connessioni, mentre la medicina occidentale è rimasta solidamente ancorata alla visione riduzionista e meccanicistica degli organismi. Non è così invece accaduto per l’Ayurveda che, come nel caso delle altre medicine tradizionali, ha sempre avuto una visione della realtà più ampia e soprattutto intesa come un sistema di connessioni, relazioni ed interdipendenze e, su questo concetto, ha sviluppato il suo modello medico. Questo Congresso ha rappresentato il primo tentativo per riunire questi elementi e completare così la triangolazione che ci potrà consentire di entrare in una nuova visione del mondo e la possibilità quindi di praticare pienamente la tutela della salute e la medicina stessa. La difficoltà di tradurre in termini biologici e medici le definizioni della Fisica quantistica in relazione alla struttura della realtà, vengono superate dall’Ayurveda attraverso la sua modalità di osservazione semplice ed intuitiva. Allo stesso tempo le affinità storiche e concettuali fra l’Ayurveda e la medicina occidentale fanno sì che questa impostazione possa essere traslata in termini accessibili e moderni nell’uso, nella cura della salute e nella prevenzione e trattamento delle malattie.

Fra le importanti relazioni presentate (abstract book scaricabile presso www.ayurvedicpoint.it), oltre alla lezione magistrale di apertura del premio Nobel per la Fisica B.D. Josephson sui rapporti fra scienza e filosofia in occidente e oriente, sono da segnalare gli studi presentati dai Dr. Bhushan Patwardan, Madan Thangavelu e Francesco Marotta sulle analogie e conferme ottenute in biologia molecolare dei principi dell’Ayurveda riguardanti le costituzioni individuali e l’effetto dell’ambiente su salute e malattia, dal Dr. Sentamil Selvan, immunologo dell’UCLA e dal Dr. Marini, oncologo di Lugano su nuovi paradigmi delle terapie oncologiche e relazioni con le concezioni ayurvediche, dalla Dr.ssa Rama Jayasundar medico e fisico dell’All India Institute of Medical Sciences e dal Prof. Alex Hankey, fisico teorico, sulle relazioni fra Fisica Quantistica ed Ayurveda. Di grande interesse è poi stata la presentazione del Dr. Ram Manohar su uno studio clinico doppio cieco, randomizzato, controllato per testare l’efficacia su Artrite Reumatoide di medicine Ayurvediche contro Metotrexato, loro combinazione e placebo. Lo studio finanziato da un PICRC Grant del NCCAM National Institutes of Health, USA è stato condotto in India in collaborazione con l’University of Washington, Seattle, l’University of California, Los Angeles (UCLA, USA) e The Ayurvedic Trust, Coimbatore (INDIA) ed ha dimostrato una marcata efficacia dei rimedi ayurvedici equivalente a quella del Metotraxato. Di rilievo poi l’intervento del Dr. Carmelo Scarcella, Direttore Generale dell’ASL della Provincia di Brescia, sull’esperienza di integrazione delle Medicine Non Convenzionali nelle attività della ASL di Brescia. Evento satellite del Congresso è stata una Panel Discussion presieduta dal Dr. Guido Sartori, Vice Presidente della SSIMA, su “Stato attuale e prospettive future della formazione, ricerca e bioetica dell’Ayurveda in Europa” a cui hanno partecipato il Dr. Antonio Morandi, Presidente SSIMA e Direttore Scuola Ayurvedic Point, Mark Rosenberg, Direttore European Insitute of Ayurveda, Atreya
Smith, Presidente European Insitute of Vedic Studies, Avv. Antonio Franchina, dr. Paolo Roberti diSarsina, Esperto per le Medicine Non Convenzionali del Consiglio Superiore di Sanità, e il Dr. Alberto Chiantaretto, membro della Commissione Medicine Non Convenzionali dell’Ordine dei Medici della Provincia di Torino.