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35 anni di SSN, è ora di riparlarne!

martedì, 28 gennaio 2014

Il mito è quell’art. 32 della Costituzione di cui tanto ci siamo riempiti i cuori. Una conquista di civiltà, ci diciamo con (giusto) orgoglio una volta tanto italico. Anche se, lo sappiamo bene, la realtà sociale e civile non è mai stata esattamente pari al precetto della nostra Carta Costituzionale. E oggi, all’alba dei suoi primi 35 anni compiuti lunedì 23 dicembre, è più che mai lecito (anzi, doveroso!) interrogarsi sul passato, sul presente e sul futuro del Servizio Sanitario Nazionale S.S.N.; 35 anni vissuti pericolosamente? Sprecati o no? Con quali sogni esauditi e misfatti compiuti alle spalle? Per chiedersi naturalmente infine: cosa ci aspetta adesso?

Domande retoriche, si dirà. Ma la questione della «sostenibilità» non può essere elusa a pié pari quasi fosse un delitto di lesa maestà. Quasi solo affermandolo si intendesse fare del tutto uno straccio e mandarlo al macero. No! Si tratta di guardare avanti. Di capire come, cosa, con quali forze, con quali alleanze, con quali perdite di antiche (e dure a morire) rendite di posizione, con quale visione della società – con quale reale volontà, insomma – potremmo salvare il massimo del salvabile di quella conquista di civiltà, affinché tale resti. Di quale Welfare –Assistenza di Stato parlare, per non rischiare di precipitare in un no-Welfare che, quello sì, sarebbe il fallimento totale.

Ai nostri figli è negato un futuro. I loro padri in una furia di guerra generazionale e di rottamazione a priori, devono rinunciare anticipatamente ai loro sogni e anche al lavoro. I nonni invecchiano, con una pensione al lumicino e condizioni di disabilità diffuse e profonde.

L’Italia invecchia. L’Italia si impoverisce in maniera finora sconosciuta e mette in piazza tutte le sue debolezze spesso senza rete di protezione.

L’Italia rinuncia alle cure, o pericolosamente le rinvia. Di tutto questo, il S.S.N. è stato un argine fondamentale. Pur nelle sue storture, con i diritti non raramente calpestati, con le ruberie e le malversazioni, con quel federalismo straccione che ci hanno voluto dare.

Da 35 anni ci interroghiamo intorno al S.S.N. Ma a questo punto, 35 anni dopo, interrogarsi non basta più. Così, fino a quando potremmo andare avanti anche nascondendo che i diritti non sono uguali per tutti? Che di taglio in taglio, si sta spegnendo la candela della speranza del futuro anche per la salute nostra e dei nostri figli? (r.tu.)

Provate a pensare se il S.S.N. fosse rivisto e impostato in base ai principi lungimiranti dell’Ayurveda!

Immaginate!!

Quali modifiche dovrebbero intevenire nella cultura della salute!!!

petizione pro MNC

domenica, 10 novembre 2013

QUESTO E’  IL LINK DELLA PETIZIONE:

http://firmiamo.it/per-le-medicine-non-convenzionali-nelle-asl-della-sardegna

FIRMATE E FATE FIRMARE LA PETIZIONE IN FAVORE DI TUTTE LE MEDICNE NONCONVENZIONALI.

penna-itaNEL COMMENTO PRECISATE CHE LE NOVE DISCIPLINE RICONOSCIUTE DALLA FNOMCeO (Federazione degli Ordini dei Medici e chirurghi), DEVONO ESSERE RICONOSCIUTE ED ENTRARE NELLE A.S.L. DELLA SARDEGNA E DI TUTTE LE REGIONI ITALIANE

LA SPIRITUALITA’ COME COMPONENTE GENETICA

giovedì, 12 settembre 2013

In una giornata di fine agosto con ancora negli occhi il mare in lontananza e il verde intenso delle colline della Lunigiana, leggo su un periodico un articolo sulla spiritualità che mi colpisce.

“Anche tra le persone che considerano la vita spirituale come una suggestione illusoria”, scrive Jeffrey Kluger della rivista Time, ” va diffondendosi l’idea che gli esseri umani non possano sopravvivere senza…Il bisogno di Dio potrebbe essere un tratto fondamentale che va imprimendosi sempre più profondamente nel nostro genoma con il succedersi delle generazioni. Gli esseri umani che hanno sviluppato una sensibilità spirituale sono vissuti con pienezza e hanno tramandato questo tratto ai loro figli. Quelli che non l’hanno fatto hanno rischiato di estinguersi nel caos e nella furia omicida”. Secondo questo pensatore quindi la spiritualità avrebbe un fine evolutivo.

Questa stessa tesi viene sostenuta anche dal biologo molecolare Dean Hamer :  “la spiritualità possiede una componente genetica innata. Questo non significa che esiste un gene a causa del quale le persone credono in Dio, ma indica che gli esseri umani ereditano una predisposizione alla spiritualità, una tensione verso la ricerca di una entità superiore

L’autore dell’articolo, per suffragare questi concetti, continua poi citando Jung in quanto anch’egli a suo avviso, seppe cogliere con chiarezza l’importanza dell’istinto spirituale. Asseriva infatti che tra i suoi pazienti “non ve ne sia stato uno il cui problema non fosse legato alla necessità di sviluppare una visione spirituale della vita.” Egli diceva che: ” ognuno di loro si era ammalato  perché aveva perduto la visione religiosa della vita…e nessuno di essi è realmente guarito fino a che non l’ha riacquistata”. Naturalmente questo non aveva niente a che fare con l’appartenenza ad una chiesa invece che ad un’altra.

Se si continua a vivere in una condizione di paura esistenziale è probabile che si sia persa la visione religiosa.

L’autore dell’articolo finisce poi con una esortazione tratta dal libro di Herman Hesse:

“Il mio credo”:

Interroga la tua anima! La tua  anima non ti accuserà di esserti interessato poco di

politica o di aver lavorato troppo poco, di non avere odiato abbastanza i nemici…ma ti

accuserà di aver avuto troppo spesso paura, di aver scantonato di fronte alle sue

sollecitazioni, di non aver mai avuto tempo di dedicarti a lei…per giocare con

lei, per  ascoltare il suo canto…Ti accuserà di averla spesso venduta per denaro, tradita per qualche vantaggio

Sarai per sempre nervoso se la trascuri…così resterai e così perirai se non ti rivolgerai a lei con amore e sollecitudine…

 

Cosa ne pensate? Esiste o no una naturale spinta verso il nutrimento soprannaturale?

Cure che non ci sono. Quadrature per decreto

domenica, 14 aprile 2013

Compaiono sul domenicale de Il Sole 24 Ore, due articoli su un unico argomento.

Uno a firma Elena Cattaneo il 24 Marzo 2013

http://www.ilsole24ore.com/art/cultura/2013-03-24/decreto-cura-082254.shtml?uuid=AbDfp5gH

L’altro a firma Amedeo Santosuosso il 07 Aprile 2013

http://www.ilsole24ore.com/art/cultura/2013-04-07/giudici-mattoidi-quadrano-cerchi-081902.shtml?uuid=Ab22yxkH

Il riferiemnto è all’uso terapeutico, concesso dietro sentenza di un giudice e per decreto ministeriale, delle cellule staminali di dubbia provenienza in malattie incurabili. Questo in barba alla “scienza” alle “prove di efficacia” in nome dell'”etica” ed “a spese dello Stato”. Eppure sono dei medici che hanno prescritto la terapia, che hanno chiesto al giudice l’autorizzazione alla somministrazioe, che hanno indotto il ministro della Salute, che è un medico, ad emettere un decreto a proposito. In questa vicenda è palese la confusione e la commistione di saperi e poteri che ben poco hanno di razionale e nessun  rispetto hanno per la persona del paziente. Come bene mette in evidenza Santosuosso “il livello di confusione raggiunto sembra non risolvibile”, purtroppo anche ricorrendo alla soluzione proposta dallo stesso, perché la ricerca ha tempi lunghi ed i parenti dei pazienti ed i pazienti chiedono terapie ‘ora’! La vicenda è in progressione, vedremo come si evolverà.

La Dott.ssa Cattaneo, in quanto ricercatrice, comunica i risultati positivi delle sue ricerche, ma non certo tutti, ovvero anche quelli negativi. La scienza procede per prove ed errori, anzi meglio per falsificazioni. Il Dr. Santosuosso nel suo articolo definisce ‘mattoidi’ i giudici che cercano la quadratura del cerchio della medicina e della legge.

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Accordo Stato-Regioni e Medicine Non Convenzionali

domenica, 7 aprile 2013

E’ stato di recente siglato un accordo fra lo Stato italiano e le Regioni riguardo la formazione dei medici che esercitano le Medicine Non Convenzionali. Ne è stata diramata informazione a tutti gli Ordini Provinciali dei Medici ed Odontoiatri. Come potete vedere l’accordo è relativo a sole tre ‘entità’: l’agopuntura, l’omeopatia e la fitoterapia. Questo è quanto è già operante nella Regione Toscana. Brilla la mancanza di considerazione delle altre sei(!) disciline che furono riconosciute come “atto medico” dalla FNOMCeO (Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici ed Odontoiatri). La Medicina Tradizionale Ayurveda così come la Medcina Tradizionale Cinese, che l’O.M.S. riconosce ufficialmente, e che sono insegnate e praticate da migliaia di medici nelle loro terre di origine ed in tutto il mondo, non sono considerate degne di riconoscimento. Ugualmente sono dimenticate la Medicina Antroposofica, la Chiropratica e l’Osteopatia, che pur non avendo una tradizione millenaria, offrono conoscenze ed efficacia terapeutica incontestabili. Buona lettura del documento allegato.

Accordo Stato-Regioni_Agopuntura-Fitoterapia-Omeopatia_Prot 2600_26-03-2013

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