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Ayurveda e la ventata di libertà di parola

mercoledì, 14 gennaio 2015

Libertà di parola. Libertà di generare pensieri controcorrente. Libertà di proporre nuove prospettive. Perché come scriveva Italo Calvino “quel che ci appassiona e diverte nel lavoro editoriale è il proporre prospettive che non coincidono con quelle più ovvie”.

Oggi le prospettive più ovvie della letteratura scientifica italiana sono quelle che tendono a premiare specifici interessi accademici o industriali. Per andare controcorrente è sufficiente conservare indipendenza di giudizio e di attenzione per ciò che si ritiene possa essere più utile per il miglioramento professionale di chi lavora nella sanità. Recenti Progressi di Medicina inaugura il nuovo anno presentando il nuovo comitato scientifico, timone e bussola di una navigazione almeno un po’ controcorrente.

Scarico questo testo da una mail, in questi giorni in cui tutti diciamo “je suis…”. Chi non lo condivide? Lontano dall’ovvio! Lontano dal semplicemente conosciuto! Lontano dagli interessi economici! Lontano dalle consorterie. Lontano … lontano dalla realtà quotidiana, ahimè! Che ci conferma la nostra mancanza di libertà di parola e di pensiero trasversale.

Certo che leggendo l’elenco dei membri del comitato scientifico dell’RPM (http://www.recentiprogressi.it/r.php?v=1706&a=18914&l=28248&f=allegati/00000_0000_00/fulltext/18914_Comitato%20scientifico.pdf) non pare che sia popolato da rivoluzionari! Anche per Garattini potrà esistere la via di Damasco? 2015, anno di cambiamenti!?

VAC, la parola, non è libera. Nell’antica tradizione vedica, la parola è ‘parlata’ dal Dharma. La legge. Il dovere. La parola, il suono della parola fa accedere alla libertà, alla comunione con il Divino, se intonato e pronunciato correttamente. Non si tratta della libertà di dire quello che si vuole; la libertà sta nel dire cio che è vero!

C’è cosa più contro corrente del VERO, in questa nostra società? La letteratura scientifica ne è l’esempio; chi sa cosa e chi serve la scienza! L’Ayurveda, sulla salute e sulla malattia dice il VERO. Pochi l’ascoltano, ma i dati economici dimostrano che la Sanità rimane un buco nero che ingoia quantità di denaro impressionanti (vedi mail atahayurveda@googlegroups – chiedete di essere inclusi). Purtroppo, la salute dei cittadini, non ha nessuna correlazione positiva con tale dispendio!

Mi auguro che sempre di  più siano le persone che acquistano, al prezzo del proprio impegno e a proprio rischio e pericolo, indipendenza di giudizio e di attenzione, come detto nell’articolo, a partire dagli scienziati e dai divulagatori di scienza. Tenere timone e bussola controcorrente richiede molta forza e determinazione! L’Ayurveda losa da alcuni millenni e continuerà allo stesso modo. Il VERO della salute e della malattia sono la bussola e il timone di una navigazione perigliosa fra trascurateza e violenza. Fra le due c’è la consapevolezza del medico di essere ‘parlato’ dalla vita dei pazienti, l’unica legge cui soggiace il medico.

Buone nuove dal 2015!!!

Alimentazione o Terapia?

martedì, 22 aprile 2014

La trasmissione ‘Le Iene’ del 23 Marzo 2014, ha mandato in onda una intervista alla Dott.ssa Michela De Petris, specialista in Scienza dell’Alimentazione che ha affermato che con un’alimentazione mirata e personalizzata si possono aiutare i malati di cancro, che subiscono la chemioterapia o che anche si può guarire con una corretta alimentazione. L’Ospedale S. Raffaele ha precisato e preso le distanze dalle dichiarazioni della dottoressa riguardo al caso di un paziente guarito (TAC cerebrale a conferma) dopo essere passato ad una dieta vegana. Sembra che la Dott.ssa De Petris sia stata sollevata dalla collaborazione con l’Ospedale S. Raffaele. Nelle settimane succassive si sono aggiunte altre testimonianze di pazienti che hanno cambiato dieta con evidenti risultati positivi. L’oncologo intrevistato non ha saputo spiegare o commentare i fatti documentati dagli esami di controllo. Ma una scienza medica che afferma di essere la depositaria del sapere, dell‘unico sapere valido, e che non è in grado di spiegare cosa accade nei fatti, che scienza è? Lo scienziato dovrebbe almeno porsi il problema, non solo di cosa sa o non sa, ma anche di ‘come’ sa, di come si svolge il processo conoscitivo. L’evoluzione tecnologica non è stata seguita da una parallela evoluzione epistemologica.

In Ayurveda i sapori dei cibi, i tre dosha, i tessuti e la mente sono tutti formati dai Cinque Elementi di base e quindi esiste una diretta relazione fra questi. Un eccesso di un sapore, o di un dosha o di un tessuto o di un movimento mentale si ripercuotono su tutti gli altri settori della fisiologia. Lo squilibrio patogeno può cominciare in uno qualunque dei fattori e si estende agli altri. Allo stasso modo  una terapia focalizzata su uno di questi fattori si estende positivamente sugli altri.

Un ricercatore dovrebbe essere animato da una sana curiosità e considerare tutti i fattori che possono essere di aiuto al paziente. L’alimentazione è una parte importante della nostra vita e della nostra salute. Alcuni anni fa ad un medico inglese fu diagnosticato un tumore al pancreas, prognosi di non più di sei mesi; inoperabile. Il malato cambiò vita: si trasferì in Italia, in Toscana, passò ad una dieta macrobiotica e all’attività fisica ed  visse per altri nove anni! (Hugh e Marin Faulkner, Contro tutti i prognostici, Macro Ed.). Afferma che la risvegliata ‘voglia di vivere’ libera dal cancro e permette di comprendere cosa è accaduto e la malattia può regredire. Questa non è la regola, devono esserci una serie di circostanze concomitanti favorevoli (es: unità diintenti con il coniuge; disponibioità economica, ecc.), ma perchè negarle a priori?

L’Ayurveda ha dei criteri quali: la lettura del polso, la valutazione della disposizione mentale, l’attenzione al contesto, la considerazione dell’umanità del paziente, ecc. che nulla tolgono all’efficienza della tecnologia applicata alla medicina, ma quest’ultima, per esserre tale, non deve escludere dalla diagnosi e dalla prognosi fattori esistenziali essenziali.

L’Ayurveda propone una medicina umana, centrata sul paziente, cosciente delle potenzielità e dei limiti della tecnologia e della vita stessa, ma convinta assertrice del valore intrinseco della vita, come testimonianza del miracolo dell’esistenza stessa del fenomeno vita.

CORSO DI YOGA E AYURVEDA

giovedì, 17 aprile 2014

Si è conclusa ieri felicemente l’ultima lezione del corso di yoga e ayurveda tenuto per i soci dell’Associazione Atah, dal dott.Guido Sartori, presidente dell’Associazione. Voglio in questa sede ringraziare il nostro “maestro” per la capacità e la competenza con cui ha condotto gli incontri, illustrando sia teoricamente che praticamente le varie posizioni e sequenze, e anche per la pazienza con cui ha seguito i soci che non avevano mai praticato la disciplina. Ma anche per chi come me già da molti anni si è avvicinato con passione alla pratica dello yoga, si è trattato di una esperienza veramente unica per il clima generale creatosi nel gruppo e per il grande spazio dato dal nostro insegnante alla meditazione e alla concentrazione sul respiro, spesso trascurate nella nostra stressante quotidianità. Penso che questo ciclo di incontri possa ritenersi un ottimo inizio e mi auguro ci sia data l’opportunità di sviluppare ulteriormente dopo l’estate questa pratica.

Malati: un affare!?

venerdì, 4 aprile 2014

Hanno fatto scalpore le dichiarazioni del Prof. Franco Berrino, già direttore del Dipartimento di Medicina Preventiva e Predittiva dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano su come funziona la Sanità e la ricerca in Italia. Oggi in pensione, si può permettere di fare delle affermazioni che risultano ai più sorprendenti.

malati

 

 

 

 

 

 

 

Ma non solo, anche di come la comunità dei medici, ogni tanto, si dimentichi di come l’alimentazione sia importante nella prevenzione e nella cura dei tumori, delle malattie croniche, dell’obesità dei bambini. Il Prof. Berrino ci informa che il cibo che viene fornito negli ospedali è ‘il peggio del peggio’. Tutti coloro che, non in stato di incoscienza, sono stati ricoverati sanno e, da molto tempo, che il cibo ospedaliero è immangiabile, per l’orario in cui viene servito, per le caratteristiche organolettiche veramente scadenti  e per le associazioni studiate da un/a nutrizionista fra il tradizionale/industriale e il folle! Viene da chiedersi: perché si dimentica la sana tradizione nostrana!

La verità fa ancora scalpore! Questo è veramente lo scandalo!

Che il Sistema Sanitario Nazionale sia diventato una industria è ormai chiaro; da anni si chiamano A.S.L. che sta per: AZIENDA Sanitaria Locale. L’Azienda Sanitaria Locale “vuole bene ai suoi ammalati, li vuole rivedere, li accoglie amorevolmente”, ma si cura di non farli guarire totalmente. Anzi alle volte li fa ammalare di qualcosa d’altro! I malati sono una ricchezza! Gli amministratori delle A.S.L., che sono degli eletti fra i politici, possono dire a fine anno che l’A.S.L. ha fornito tot. numero di prestazioni in un anno, seguendo il concetto INDUSTRIALE – QUANTITATIVO che più si producono prestazioni sanitarie, meglio è! La qualità delle prestazioni viene in subordine e, a quanto dice il prof. Berrino, producono reddito se non sono le migliori! La prevenzione, non esiste, ma non si fa nulla per migliorarla, perché non produce reddito. Le campagne di screening-di vaglio (in italiano) della popolazione, sono efficaci in una percentuale risibile, costose per l’erario, cioè per tutti noi, ma danno l’impressione che l’A.S.L. sia efficiente! Un mezzo efficace di strumentalizzazione. Purtroppo la “commistione di ignoranza… e di stupidità… e di interessi” è sotto gli occhi di tutti. Meno che del Ministro della Salute! E di chi non vuole vedere!

Come conoscitori della Medicina Ayurvedica possiamo affermare che:

L’Ayurveda ha ottimi mezzi di prevenzione.

l’Ayuyrveda ha ottime indicaziooni sull’alimentazione.

l’Ayurveda ha pieno rispetto del paziente.

l’Ayurveda fornisce le conoscenze adatte a mantenere la salute.

L’AYURVEDA NON E’ UN AFFARE!

 

SPONSOR AL GIURAMENTO DI IPPOCRATE

lunedì, 3 marzo 2014

Leggo in questi ultimi giorni che un famoso testo medico, uscito per la prima volta 70 anni orsono, il mitico “Roversi”, è un omaggio che la multinazionale “Sanofi” ha deciso di fare a tutti i neo laureati nel giorno in cui si iscrivono agli albi professionali provinciali e pronunciano solennemente  il giuramento di Ippocrate. L’iniziativa è stata presa con il consenso della Federazione che riunisce tutti gli ordini dei medici italiani.

Anche se oggi il mondo dell’industria e quello dei camici bianchi si incontrano di continuo e quindi sarebbe una illusione pensare di evitare questi contatti per cancellare i conflitti di interesse, certamente il momento scelto per fare questo dono appare fortemente simbolico.

Si ricorda infatti che  la prima frase che pronunciano i nuovi iscritti è la seguente: “Giuro di esercitare la medicina in libertà e indipendenza di giudizio e di comportamento, rifuggendo da ogni indebito condizionamento” Il presidente e il segretario della federazione sono stati duramente criticati dai presidenti di alcuni  importanti ordini come quello di Milano e dal Segretariato italiano degli studenti di Medicina, che raccoglie 7 mila giovani iscritti, a cui prima o poi  è destinato quel regalo. Quest’ultimo ha dichiarato:

“Da anni ormai ci adoperiamo per la sensibilizzazione verso il tema del conflitto di interessi, cioè la condizione che si instaura quando considerazioni economiche e personali hanno il potenziale di compromettere e di pregiudicare il giudizio e l’oggettività professionale”.  Anche il gruppo “No grazie”, impegnato per arginare lo strapotere delle case farmaceutiche in sanità, si è schierato contro.

La vicenda  lascia interdetti e fa riflettere su come possa essere strumentalizzata una iniziativa di per se apprezzabile come la distribuzione di un noto manuale, per sponsorizzare il nome di una grossa ditta farmaceutica.