Iscrizioni Articoli

Archivio Autore

Non disconnettiamoci da noi stessi

lunedì, 10 ottobre 2011

La percezione che ho sempre più marcata è che il culto contemporaneo dell’immagine e l’ossessione per la ricerca di un corpo perfetto, finisca in realtà per realizzare una sempre maggiore estraneità con la nostra persona. Cosa succede tra noi e il nostro corpo,  da farci diventare come due estranei?

Certamente non pensiamo che a lui, non ci preoccupiamo che di lui, ma in realtà stiamo perdendo il più delle volte  il contatto con la nostra fisicità che ci parla chiaramente e che ci fa intendere le sue ragioni più profonde, ma noi non siamo più in grado di intenderle, non le ascoltiamo, tutti presi come siamo dal nostro desiderio di corrispondere ad un format ideale. Ci affidiamo  ad un esercito di specialisti che fanno da interfaccia tra noi e il nostro corpo, che si interpongono fra lui e noi. Ecco che allora ci affidiamo al personal trainer, al chirurgo estetico, al dietologo e così via….Tutte figure che cercano di appagare il nostro narcisismo insoddisfatto.

Anche splendide discipline come lo yoga, il pilates, il tai chi, l’aikido, o ancora il nuoto, la corsa, diventano dei pretesti per  raggiungere ideali di prestanza fisica non sempre alla nostra portata. Ci mettiamo in competizione con noi stessi e non siamo soddisfatti fin tanto che non abbiamo raggiunto certi livelli di  prestazione. Diventa una rincorsa ossessiva e senza fine di certi canoni puramente esteriori. Andare costantemente in palestra, passando sempre più tempo libero tra attrezzi e macchinari, oppure praticare costantemente attività sportive con l’intento di ritrovare lo stesso vigore  e la stessa muscolatura dell’età giovanile, può alla lunga anche diventare pericoloso per la propria salute.

Ma il nostro corpo non è altro da noi, quindi non disconnettiamoci da noi stessi , ma ascoltiamo i messaggi e i segnali che ci manda e non affidiamone sempre più spesso l’interpretazione ad estranei da noi. Ricolleghiamoci con il nostro io più profondo ed entriamo in contatto con quanto vuole comunicarci.

Continuiamo pure ad affidarci,  se necessario, ad adeguati specialisti, ma non rinunciamo a trovare dei momenti di pausa e di ascolto silenzioso di noi stessi.

Amare riflessioni

venerdì, 22 luglio 2011

Alla luce della sentenza di condanna emessa dalla Magistratura a carico del dott. Guido Sartori, medico ayurvedico,  ci sentiamo di fare alcune osservazioni che non vogliono entrare nel merito della delicata questione giudiziaria, pur nella nostra piena fiducia e stima nella correttezza  del suo operato.

Ancora una volta rimaniamo interdetti e stupiti, a seguito della lettura dei quotidiani nei giorni successivi all’emissione della condanna, per l’attacco, a volte soltanto sfumato  e indiretto e  altre volte pungente e sarcastico,  alle medicine non  convenzionali. Sembra che ci sia la volontà  di gettare discredito su quanto in questi ultimi anni sta avanzando a passi da gigante. Stiamo facendo riferimento all’aumentato avvicinamento dei cittadini alle millenarie esperienze mediche tradizionali. E’ risaputo ormai che gli italiani che si servono di prodotti fitoterapici sono in continuo aumento e hanno raggiunto già i sei milioni e mezzo, a cui vanno aggiunti gli oltre 5 milioni che hanno scelto l’omeopatia.

Il pregiudizio e la discriminazione, fino ad arrivare a veri e propri attacchi, sembrano ancora assai presenti in molti ambiti, e in casi estremi come questo, la meta di una medicina integrata che riesca a far convivere diversi approcci medici, nell’interesse del benessere della persona, sembra paradossalmente allontanarsi.

Auguriamoci dunque, per il bene di tutti, che venga superato il clima di ostilità e contrapposizione che ostacola , in ogni ambito, la libera e proficua convivenza di diversi  punti di vista.

Festeggiamenti a Merigar dal 15 al 18 di luglio

mercoledì, 6 luglio 2011

Per il trentesimo anniversario della nascita della Comunità internazionale buddista Dzogchen di Merigar, ci saranno grandi festeggiamenti. Quatto giornate di manifestazioni, eventi, conferenze, mostre d’arte e concerti, per le strade dei tre splendidi paesi  di  Arcidosso, Santa Fiora e Castel del Piano, collocati nei dintorni del centro di Merigar, in provincia di Grosseto ai piedi del Monte Amiata.

Il tempio dal tetto ottagonale, immerso in una rigogliosa vegetazione, fu inaugurato nel 1990 dal Dalai Lama . Il centro buddista, fondato dal maestro  Namkhai Norbu ora mira a portare la sua sapienza presso le Universtà. L’insegnamento Dzogchen, considerato nel buddismo il più alto e definitivo percorso verso l’lluminazione, si è diffuso a macchia d’olio e conta oggi 10 mila seguaci in diversi continenti, partendo da un primo nucleo di pochi pionieri.   Attualmente questa Comunità , oltre accogliere persone da tutto il mondo per ritiri spirituali e percorsi di meditazione, cura attraverso la sua Onlus, progetti a favore della popolazione in Tibet .  Inoltre nel vicino Istituto di studi tibetani vengono conservati 4 mila manoscritti su carta di riso. Essi costituiscono un prezioso scrigno della sapienza Dzogchen, ed oggi vengono digitalizzati per preservarne la memoria.

 In questa gioiosa occasione dunque si potrà respirare l’atmosfera tibetana della vallata di Merigar , condividendo per qualche giorno il grande progetto di questa Comunità.

Tradizione o innovazione

domenica, 5 giugno 2011
  • Il 18 di Aprile ho avuto l’occasione di partecipare ad un Convegno sull’Agopuntura tradizionale cinese. Molti sono stati gli spunti interessanti. Uno fra questi ha particolarmente attirato la mia attenzione, in quanto lo ritengo un punto nodale che tutte le medicine tradizionali, e non solo quindi l’agopuntura, si trovano ad affrontare oggi.  Ci si è chiesti cosa possa significare ancora in questo momento storico, essere custodi della tradizione e fino a che punto ci si debba aprire all’innovazione.
  • Nell’epoca della globalizzazione viene spontaneo domandarsi se abbia ancora un senso il concetto di integrità della tradizione o se il rischio non sia piuttosto quello di un livellamento e di una conseguente perdita di contatto con le origini, in nome della modernità.
  • Negli ultimi decenni abbiamo assistito alla diffusione di modelli culturali differenti dai nostri, di religioni e tradizioni che non ci appartengono e che sono arrivati fino a “casa nostra”, assorbendo per forza di cose, elementi della cultura e del contesto sociale che li ospita.
  • Anche le millenarie medicine tradizionali, come la medicina cinese e l’agopuntura, oppure la medicina ayurvedica, o quella tibetana, inserite nel contesto socioculturale occidentale e in questo particolare momento storico, non possono non subirne le influenze e ne risultano forzatamente “contaminate”. Ma il concetto di “contaminazione ” non possiede necessariamente una valenza negativa, esiste infatti la possibilità di una “saggia contaminazione” che preveda da una parte un saldo attaccamento alle strutture concettuali più profonde e alle radici culturali più antiche, ma che sia d’altro canto aperta alle innovazioni di un contesto in continua evoluzione. Anche l’eredità culturale più autentica e apparentemente intangibile, viene  costantemente ricreata dal contesto storico e sociale in cui opera.
  • Da  questo continuo confronto non può che nascere una medicina sempre più integrata ed espressione della odierna complessità multiculturale .

A chi giova la svalutazione delle medicine non convenzionali?

domenica, 8 maggio 2011

Ci chiediamo ancora una volta perchè continui ciclicamente questo accanimento contro le medicine non convenzionali da parte del Prof. Silvio Garattini, illustre farmacologo. Facciamo riferimento ad una recente intervista da lui rilasciata, ove si scaglia con pesanti accuse contro una iniziativa, a nostro avviso encomiabile, già citata qualche tempo addietro proprio su queste pagine . Si tratta della possibilità per i cittadini toscani di avvalersi della medicina omeopatica, dell’agopuntura cinese oppure della fitoterapia, presso una struttuta ospedaliera deputata a tale scopo. Il primo ospedale di medicina integrata si trova a Pitigliano. Qui esiste la possibilità di usufruire non solo  di prestazioni mediche classiche, ma anche di interventi  medici appartenenti alle M.N.C., cosa che già avviene in altri paesi avanzati e all’avanguardia.

Questa polemica che si è trasformata in una vera e propria demonizzazione che dura da parecchi anni, trova le sue motivazioni, a nostro avviso, nella volontà di fare una vera e propria guerra ideologica ed economica alle M.N.C. e ai rimedi e alle cure di cui si servono.

E’ probabile  inoltre che il crescente consenso di medici e pazienti per cure e rimedi che rappresentano valide alternative ai farmaci, spesso portatori di pesanti effetti collaterali, stia suscitando grande preoccupazione in chi si vede minacciato nei propri interessi.

Per fortuna immediate sono state le repliche e le reazioni da parte di strutture sanitarie ed accademiche, di specialisti, ma anche di semplici cittadini desiderosi di manifestare la propria adesione alle MNC e di affermare il proprio diritto ad una libera scelta terapeutica.