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LE COLPE DEI MEDICI VANNO DEPENALIZZATE

La-responsabilita-medica-un-quadro-di-sintesi-482x270 Il quotidiano “La Repubblica” ha affrontato poche settimane fa un tema assai scottante, quello del problema della colpa professionale nel campo della sanità. L’intervento del procuratore aggiunto Giovannini ha sottolineato quanto da tempo medici e altri professionisti affermano e cioè che è giunto il momento di trasferire soltanto sul piano civile l’ipotesi di colpa professionale in sanità, poiché circa il 99% dei processi non portano a condanne penali e ingolfano l’attività dei Tribunali. ” Faccio il magistrato da 30 anni e la denuncia in sede penale è aumentata in maniera esponenziale, afferma il procuratore, ma su cento procedimenti penali solo per un modesto numero si arriva ad una richiesta di rinvio a giudizio, e solo per una piccola parte di questi arriva una condanna.” Le sue parole sono arrivate in risposta all’intervista di qualche tempo fa su Repubblica, del chirurgo prof. Antonio Pinna, che parlando dei procedimenti penali a carico dei medici affermava cose da lui condivise e cioè che: ” I giovani che intendono fare i chirurgi devono poter coltivare questa ambizione senza la paura della sala operatoria…”.

La depenalizzazione della colpa migliorerebbe certamente i comportamenti professionali eliminando lo spreco di risorse dovuto ad una medicina difensiva, destinandole invece ad un utilizzo più appropriato a favore dei cittadini più bisognosi e non dei più “minacciosi”. Inoltre i professionisti ricomincerebbero a lavorare, secondo quanto espresso dalle parole del prof. Pinna, “con la mente libera da condizionamenti, nel solo interesse dei pazienti facendo ciò che si ritiene vada fatto in scienza e coscienza senza retropensieri”. Oggi invece spesso un medico per difendersi, per evitare un domani di essere sottoposto a giudizio negativo, approfondisce con tutta una serie di esami clinici, che vanno al di la del dovere di ricerca delle cause della patologia, ma sono invece l’espressione della necessità di tutelarsi, aumentando però in questo modo in maniera incontrollabile la spesa medica nazionale.

A conclusione del dibattito viene poi citata l’intenzione della Regione Emilia-Romagna di procedere al risarcimento in proprio dei danni ai cittadini , rinunciando a stipulare esose polizze assicurative, che costano molto di più di quanto risarciscono, e ottenendo in questo modo di liberare risorse del fondo sanitario, da investire in salute.

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Maddalena Marchesini è laureata in Scienze Politiche indirizzo sociologico. Possiede l'abilitazione professionale all'insegnamento di Psicologia sociale e Pubbliche relazioni. Dopo alcuni anni di consulenza, diviene dipendente della Regione Emilia Romagna in qualità di funzionario nel 1985. Si occupa fino ai primi anni novanta di ricerca e analisi sul mercato del lavoro e sul sistema scolastico e professionale, partecipando alla stesura e redazione di pubblicazioni e riviste periodiche della Giunta regionale. Successivamente ha svolto, per la presidenza del Consiglio Regionale, il coordinamento di iniziative di informazione e comunicazione in materia di multiculturalità e diritti umani, in collaborazione con Amnesty International, Scuola e Università. In questi ultimi anni, dopo un periodo di lavoro presso la Commissione Consigliare Ambiente, ove ha svolto attività a carattere legislativo e istruttorio, a conclusione del suo iter lavorativo presso la Regione Emila Romagna, diviene membro della associazione Atah Ayurveda, con la quale attualmente collabora, interessandosi da oltre vent' anni di Medicine non Convenzionali.

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