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Cure che non ci sono. Quadrature per decreto

Compaiono sul domenicale de Il Sole 24 Ore, due articoli su un unico argomento.

Uno a firma Elena Cattaneo il 24 Marzo 2013

http://www.ilsole24ore.com/art/cultura/2013-03-24/decreto-cura-082254.shtml?uuid=AbDfp5gH

L’altro a firma Amedeo Santosuosso il 07 Aprile 2013

http://www.ilsole24ore.com/art/cultura/2013-04-07/giudici-mattoidi-quadrano-cerchi-081902.shtml?uuid=Ab22yxkH

Il riferiemnto è all’uso terapeutico, concesso dietro sentenza di un giudice e per decreto ministeriale, delle cellule staminali di dubbia provenienza in malattie incurabili. Questo in barba alla “scienza” alle “prove di efficacia” in nome dell'”etica” ed “a spese dello Stato”. Eppure sono dei medici che hanno prescritto la terapia, che hanno chiesto al giudice l’autorizzazione alla somministrazioe, che hanno indotto il ministro della Salute, che è un medico, ad emettere un decreto a proposito. In questa vicenda è palese la confusione e la commistione di saperi e poteri che ben poco hanno di razionale e nessun  rispetto hanno per la persona del paziente. Come bene mette in evidenza Santosuosso “il livello di confusione raggiunto sembra non risolvibile”, purtroppo anche ricorrendo alla soluzione proposta dallo stesso, perché la ricerca ha tempi lunghi ed i parenti dei pazienti ed i pazienti chiedono terapie ‘ora’! La vicenda è in progressione, vedremo come si evolverà.

La Dott.ssa Cattaneo, in quanto ricercatrice, comunica i risultati positivi delle sue ricerche, ma non certo tutti, ovvero anche quelli negativi. La scienza procede per prove ed errori, anzi meglio per falsificazioni. Il Dr. Santosuosso nel suo articolo definisce ‘mattoidi’ i giudici che cercano la quadratura del cerchio della medicina e della legge.

Accade che un altro magistrato ha affermato, ed il giudice lo ha accolto, che basta la sola lettura di un libercolo del Dr. Gawande (Con cura, diario di  un medico decisoa fare meglio; Einaudi) per capire ed apprendere tutto ciò che è necessario sapere sulla medicina. Il concetto chiave che emerge dal libretto è quello di ‘deviante positivo’, cioè di quel medico, scienziato e ricercatore che ‘devia’ dalla norma e propone soluzioni diverse, rivoluzionarie rispetto a quelle in uso e che, per definizione, essendo nuove, non sono ancora sperimentate. Non si può sapere se saranno migliori, solo la convinzione del singolo medico spinge fuori dal consueto. In questo modo il magistrato dà ragione al collega ‘mattoide’. Nei due procedimenti però lo stesso argomento viene usato in modo opposto. Nel primo consentendo l’uso di terapie, basate sugli avanzamenti della scienza, ma non condivise da tutti i medici, facendo quadrare il cerchio. Nel secondo censurando proprio chi ha usato delle terapie semplicemente ‘diverse’ ma efficaci, in assenza di risultati terapeutici e di abbandono volontario delle terapie convenzionali. Qual’è la valutazione giuridica più aderente alla scienza? Gawande direbbe, la prima, perchè egli dimostra e sollecita la generale approvazione ed ammirazione per quel medico che ha giudicato fruttuoso e sensato uscire dalla consuetudine terapeutica se questa non porta a risultati validi per il paziente.

Certo è che su tutti i mezzi di comunicazione di massa si ascoltano e si leggono scienziati e medici che non fanno altro che magnificare le future sorti gloriose delle cellule staminali vittoriose della “malattia”, qualunque essa sia. Certo è che magistrati regolarmante intervengano a decidere su questioni cliniche di difficile intepretazione anche per i medici. Certo è che problematiche economiche sono sempre coinvolte in queste situazioni clinico-biologiche portate al limite dalle potenzialità della tecnologia applicata alla vita. Certo è che se si attingesse ad una sapienza millenaria ed in continua evoluzione come l’Ayurveda, dove è vero che non ci sono le soluzioni pronte, ma si potrebbero però trovare suggerimenti ed indicazioni distillate dalla sapienza di secoli di confronto con la malattia e di confronto con la riconosciuta incapacità di potere agire efficacemente in ogni caso. Certo è che da sempre l’uomo ‘ricerca’ con gli strumenti che di tempo in tempo ha a disposizione. Certo è che la storia della scienza e della medicina sono fatte da coloro che hanno detto e fatto qualcosa di nuovo e non si sono limitati a fare il salasso del dottor Purgone, ma, da scienziati veri, hanno cominciato a sezionare il corpo per conoscerlo, per sperimentare nuove terapie.

Valuti ciascuno con la propria intelligenza. Con l’invito a valutare le condizioni di equilibrio del Sattwa, Rajas e Tamas presenti nella mente.

Articolo di

Dott. Guido Sartori, medico, laurea con lode presso Università di Bologna, tesi sperimentale sull'Ayurveda; pratica a Bologna la Medicina Tradizionale Ayurveda; come presidente Associazione Pazienti Ayurvedici ATAH Ayurveda ha sottoscritto il Documento di Consenso per le M.N.C.; membro della Commissione Medicine Non Convenzionali dell'Ordine dei Medici di Bologna, docente Master Universitari in M.N.C., già docente alla scuola Ayurvedic Point; socio fondatore Ass. ASIA, insegnante di Yoga e 2° dan Ki-Aikido Yushinkai; consulente farmacologo e formulatore di preparati ayurvedici innovativi con piante italiane; socio fondatore Ass. Medicina Centrata sulla Persona ONLUS; ha studiato con Vaidya Bhagwan Dash, Asthavaidya Narayanan Nambi, Madhu Bhajra Bajracharya

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