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Accordo Stato-Regioni e Medicine Non Convenzionali

E’ stato di recente siglato un accordo fra lo Stato italiano e le Regioni riguardo la formazione dei medici che esercitano le Medicine Non Convenzionali. Ne è stata diramata informazione a tutti gli Ordini Provinciali dei Medici ed Odontoiatri. Come potete vedere l’accordo è relativo a sole tre ‘entità’: l’agopuntura, l’omeopatia e la fitoterapia. Questo è quanto è già operante nella Regione Toscana. Brilla la mancanza di considerazione delle altre sei(!) disciline che furono riconosciute come “atto medico” dalla FNOMCeO (Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici ed Odontoiatri). La Medicina Tradizionale Ayurveda così come la Medcina Tradizionale Cinese, che l’O.M.S. riconosce ufficialmente, e che sono insegnate e praticate da migliaia di medici nelle loro terre di origine ed in tutto il mondo, non sono considerate degne di riconoscimento. Ugualmente sono dimenticate la Medicina Antroposofica, la Chiropratica e l’Osteopatia, che pur non avendo una tradizione millenaria, offrono conoscenze ed efficacia terapeutica incontestabili. Buona lettura del documento allegato.

Accordo Stato-Regioni_Agopuntura-Fitoterapia-Omeopatia_Prot 2600_26-03-2013

Quello che si fa in Toscana è da ritenersi completamente valido? Il documento necessita di un pacato commento dal punto di vista dei pazienti che si servono e scelgono le Medicine Non Convenzionali ed in particolare della Medicina Tradizionale Indiana o Ayurveda.

Per i pazienti quanto è stabilito dal documento dell’accordo è offensivo e lesivo del loro diritto di essere informati sulla preparazione, competenza e capcità diagnostico-terapeutica del professionista cui liberamente e consapevolmente si rivolgono.

Un’affermazione criticabile compare subito, art.1 com.3, è la definizine delle Medicine Non Convenzionali come “atto sanitario”. Definizione spuria ed inaccettabile da parte dei medici che praticano le M.N.C. Vuole dire che chiunque, nel campo della sanità, potrà esercitare la Medicina, purchè sia Non Convenzionale? Senza distinzione dei ruoli, tutti importanti come l’Ayurveda stabilisce da sempre, ma ciascuno con le sue specifiche funzioni?

All’art.1 com.4 le tre discipline sono definite atti di diagnosi, cura e prevenzione; ma  perché queste si devono “affiancare” alla medicina ufficiale? Questo significa forse che: la medicna allopatica è insufficiente a se stessa? Che sistemi medici con millenaria esperienza sull’uomo si occupano dei dettagli e delle terapie di contorno a quelle allopatiche? Che la diagnosi valida rimane incontrovertibilmente quella allopatica?

I requisiti formativi indicati (400 h teoriche più 100h pratiche) sono veramente troppo scarsi per acquisire una sufficiente competenza nelle tre discipline indicate e ancora di più se si considerasse l’Ayurveda, che è una scienza medica vasta ed articolata. Questo in un documento che dovrebbe garantire prorpiro la competenza professionale? Senza considerare che ci sono già delle direttive dell’O.M.S. riguardanti i curricula per le Medicine Non Convenzionali!

Si profila un ulteriore italico pasticcio a danno dei cittadini e dei professionisti!

Articolo di

Dott. Guido Sartori, medico, laurea con lode presso Università di Bologna, tesi sperimentale sull'Ayurveda; pratica a Bologna la Medicina Tradizionale Ayurveda; come presidente Associazione Pazienti Ayurvedici ATAH Ayurveda ha sottoscritto il Documento di Consenso per le M.N.C.; membro della Commissione Medicine Non Convenzionali dell'Ordine dei Medici di Bologna, docente Master Universitari in M.N.C., già docente alla scuola Ayurvedic Point; socio fondatore Ass. ASIA, insegnante di Yoga e 2° dan Ki-Aikido Yushinkai; consulente farmacologo e formulatore di preparati ayurvedici innovativi con piante italiane; socio fondatore Ass. Medicina Centrata sulla Persona ONLUS; ha studiato con Vaidya Bhagwan Dash, Asthavaidya Narayanan Nambi, Madhu Bhajra Bajracharya

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