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Guarigioni inspiegabili! Naturali? Scientifiche!!!

Come pazienti ayurvedici, ci chiediamo:

1 – si può parlare in Ayurveda di guarigione (o di ritorno allo stato di salute) inspiegabile?

2 – l’Ayurveda riconosce la possibilità di guarigione inspiegabile?

3 – una guarigione inspiegabile per la scienza e la medicina ufficiali può essere invece spiegabile per l’Ayurveda?

4 – in Ayurveda è possibile una ricostruzione “scientifica“ degli eventi che hanno portato ad una guarigione inspiegabile con lo stesso rigore analitico con cui la medicina occidentale e le istituzioni religiose della tradizione cristiana esaminano i fatti?

Rivolgiamo i quesiti al dott. Guido Sartori, medico ayurveda e Presidente di Atah, l’Associazione dei pazienti ayurvedici.

Questi sono gli importanti quesiti posti da Milena perchè sono sottesi dalla (apparente?) inconciliabilità di: scienza e fede; dal desiderio di guarigione; dalla differenza fra oggettivo e soggettivo; dalla mente e dal sentimento; dal fatto e dal significato. Cercherò di dare una visione ayurvedica di queste problematiche che, a sua volta, potrà suscitare altre domande. Per il momento buona lettura!

1 – si può parlare in Ayurveda di guarigione (o di ritorno allo stato di salute) inspiegabile?

Miracolo, “… un fatto di cui non si sa spiegare la causa naturale con l’esempio di un’altra cosa consueta, o almeno non sa spiegarla colui che racconta o scrive il miracolo stesso.” Così lo definisce Spinoza nel suo ‘Trattato teologico politico’. Per lui Dio ed Intelletto sono tuttuno e tutto ciò che Lui produce è frutto della sola potenza della sua Natura, con assoluta necessità. Come possiamo mettere dei limiti alla potenza intelligente di Dio?
Anche in Ayurveda possiamo dire che l’impossibilità della spiegazione puramente razionale risiede nella mancanza di un qualche attributo in chi si trova ad osservare o descrivere ciò che constata nella realtà. È interessante notare come nel sillogismo ayurvedico a cinque elementi compaia proprio l’Esempio come elemento caratterizzante del ragionamento e come anche Spinoza si riferisca alla mancanza di un esempio riferito ad una cosa già conosciuta per spostare il discorso verso il miracolo.
In Ayurveda si persegue certamente la cura in tutti i modi possibili, in qualsiasi malattia. Il realismo ayurvedico riconosce che ci sono alcune malattie che sono solo curabili e non sono guaribili. Altre malattie vengono definite karmiche e possono essere curate dalla medicina, ma guarite solo con atti di devozione o espiazione karmica che esulano dalla medicina. La guarigione delle malattie guaribili dipende però da una serie di fattori patogenetici e dallo stadio della malattia; anche le malattie guaribili sulla carta, possono non esserlo nella persona specifica (ed anche questo andrebbe spiegato!).

2 – l’Ayurveda riconosce la possibilità di guarigione inspiegabile?
Nel linguaggio energetico e qualitativo dell’Ayuveda non ci sono fatti inspiegabili, i Guna sono sempre presenti. Non esiste un ‘dravya’, una sostanza, che non abbia delle qualità! Tutta la materia, anche quella vivente ha energia e qualità, quindi una spiegazione è sempre possibile. Se vedo degli effetti significa che ci sono state delle cause, il concetto di karya-karana è sempre presente.
Ma non va dimenticato che nel Dravya Guna Vijnana, si riconosce ad alcune piante o sostanze un Prabhava, un effetto specifico e non riconducibile alla sola analisi di rasa, guna, virya, vipaka. Quindi in Ayurveda il miracolo è riconosciuto ed accettato in quanto tale. Prima ancora che nella malattia negli strumenti terapeutici stessi! Il miracolo non è solo nella guarigione inspiegabile, ma anche nel medicamento con effetti inspiegabili! Che porta a risultati concreti, visibili, misurabili, spiegabili concettualmente in via ipotetica, ma non completamente nei loro particolari. Umilmente, il vaidya ayurvedico, riconosce che vede fatti che non sa spiegare. Ma perché dovrebbe rinunciare a curare e guarire solo perché non sa dare una spiegazione a parole?

3 – una guarigione inspiegabile per la scienza e la medicina ufficiali può essere invece spiegabile per l’Ayurveda?

Da quanto detto, sì! Ovviamente in termini e nel vocabolario ayurvedico! In Ayurveda esiste una cosa che si chiama Ojas, inesistente ed imponderabile per l’indagine scientifico-quantitativa moderna, che si esprime nei campi morfogenetici dei tre dosha e da cui dipende totalmente la nostra salute di base, la possibilità di mantenerla e la nostra vita stessa. Quando l’Ojas finisce, finisce la vita! Anche in assenza di malattia! (come si piega il miracolo al contrario delle morti improvvise, in medicina allopatica? Domanda per la cara Milena e per tutti voi lettori). L’Ayurveda sa quali sono le cause che portano ad esaurimento dell’Ojas e quindi alla fine della vita. L’Ojas degli esseri umani ha una quantità definita, è costituito da otto ‘gocce’, se diminuisce ci sentiamo deboli o ci ammaliamo. L’Ayurveda sa come nutrire e rigenerare l’Ojas che comunque va esaurendosi col passare del tempo della vita.

4 – in Ayurveda è possibile una ricostruzione “scientifica“ degli eventi che hanno portato ad una guarigione inspiegabile con lo stesso rigore analitico con cui la medicina occidentale e le istituzioni religiose della tradizione cristiana esaminano i fatti?

Si possono fare dei paralleli fra i concetti allopatici e quelli ayurvedici pur non sempre coincidenti. I principi ayurvedici offrono altre chiavi di lettura. Ecco il valore epistemico dell’Ayurveda! Che tutti i medici dovrebbero studiare! Perché per uno scienziato vero ciò che conta è la conoscenza non il ‘partito scientifico’ cui appartiene, purtroppo non ci sono tanti scienziati ‘veri’ fra gli scienziati allopatici e purtroppo le problematiche biologiche non sono così facilmente matematizzabili come quelle della fisica. Una ricostruzione ‘scientifica’ dei fatti – eziologico causale – è, nella scienza ayurvedica, sempre possibile. Il rigore e la logica sono di casa in Ayurveda. Bisogna tenere presente che il linguaggio della medicina è quello del sentire e della coscienza, non quello, pur rispettabilissimo, della matematica. Dirac, Nash e Gödel mi perdonino, erano dei genii, ma erano molto malati! E qui si affaccia Mefistofele. Anche il diavolo è capace di miracoli!

Ps: sul domenicale del Sole 24 ore c’è un articolo relativo a Wilfrid Sellars, uno dei problemi che si pose fu quello dell’immagine scientifica dell’uomo: si è persone o un ammasso di energie vibrazionali? Questo è un tavolo che fa arredamento o un vuoto popolato di particelle effimere che durano un infinitesimo di secondo? La visone scientifica e quella del senso comune sono inconciliabili? Per Sellars sì. O forse c’è una terza possibilità in cui tutto è ‘vivo’, nella quale la visione della scienza ed il senso comune non sono che due equiprobabili manifestazioni dell’Essere? Ed allora il miracolo inspiegabile diviene proprio il fatto di esser-ci di qualcosa? Dice Wittgenstein “che il mondo esista, è il mistico!”

Articolo di

Dott. Guido Sartori, medico, laurea con lode presso Università di Bologna, tesi sperimentale sull'Ayurveda; pratica a Bologna la Medicina Tradizionale Ayurveda; come presidente Associazione Pazienti Ayurvedici ATAH Ayurveda ha sottoscritto il Documento di Consenso per le M.N.C.; membro della Commissione Medicine Non Convenzionali dell'Ordine dei Medici di Bologna, docente Master Universitari in M.N.C., già docente alla scuola Ayurvedic Point; socio fondatore Ass. ASIA, insegnante di Yoga e 2° dan Ki-Aikido Yushinkai; consulente farmacologo e formulatore di preparati ayurvedici innovativi con piante italiane; socio fondatore Ass. Medicina Centrata sulla Persona ONLUS; ha studiato con Vaidya Bhagwan Dash, Asthavaidya Narayanan Nambi, Madhu Bhajra Bajracharya

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