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Comunicato stampa del Comitato Permanente di Consenso

Il Comitato Permanente di Consenso e Coordinamento per le Medicine non Convenzionali in Italia in relazione alla tragica vicenda del bimbo deceduto a Tricase esprime alcune doverose considerazioni.

– Un medico, nella sua veste di padre, è doppiamente segnato da una tragedia del genere e merita tutto quel rispetto e quella solidarietà umana che sentiamo il bisogno di esprimergli.

– Utilizzare una vicenda come questa, i cui contorni sono ancora assolutamente indefiniti, per scatenare una crociata contro l’omeopatia è un’opera di sciacallaggio mediatica, che sembra derivata solo dal desiderio di rinforzare un pregiudizio esistente nei confronti di questa pratica medica. Non è chiaro che tipo di terapie sono state usate e che relazione ci sia tra esse e la morte del piccolo paziente. Si confondono pratiche differenti tra di loro, come la fitoterapia e l’omeopatia, senza chiarimenti sui loro ruoli in questa vicenda.

– L’ ipotetico insuccesso nel caso in oggetto può avere cause che nulla hanno a che vedere con il paradigma generale dell’omeopatia. La medicina omeopatica ha una sua precisa identità e il suo utilizzo da parte di un medico si inserisce in un più ampio piano di cura che prevede corretta diagnosi, prognosi e adeguata competenza specifica. Ogni singolo atto medico peraltro può essere inefficace sia nella medicina convenzionale che in quella omeopatica senza che questo invalidi il sistema di cura a cui si ispira.

– Ogni medico, in quanto tale, integra nella sua pratica tutte le competenze convenzionali o non convenzionali che studio, esperienza, umanità, scienza e coscienza gli avranno permesso di accumulare ed è questa ricchezza che fa di un medico un vero terapeuta.

– Nel rapporto terapeutico il criterio che guida ogni medico è l’interesse primario del paziente; la ricerca di sistemi di cura differenti da quello convenzionale nasce per il medico occidentale soprattutto dalla necessità di ridurre tutti gli effetti avversi dei farmaci, che stanno diventando cause di infermità e morte assolutamentepredominanti in occidente.

In attesa quindi di avere dati certi su cui basare valutazioni e considerazioni chiediamo che si ponga fine a questo ingiustificato accanimento e alle strumentalizzazioni che lo hanno contrassegnato.

23 ottobre 2011

Articolo di

Dott. Guido Sartori, medico, laurea con lode presso Università di Bologna, tesi sperimentale sull'Ayurveda; pratica a Bologna la Medicina Tradizionale Ayurveda; come presidente Associazione Pazienti Ayurvedici ATAH Ayurveda ha sottoscritto il Documento di Consenso per le M.N.C.; membro della Commissione Medicine Non Convenzionali dell'Ordine dei Medici di Bologna, docente Master Universitari in M.N.C., già docente alla scuola Ayurvedic Point; socio fondatore Ass. ASIA, insegnante di Yoga e 2° dan Ki-Aikido Yushinkai; consulente farmacologo e formulatore di preparati ayurvedici innovativi con piante italiane; socio fondatore Ass. Medicina Centrata sulla Persona ONLUS; ha studiato con Vaidya Bhagwan Dash, Asthavaidya Narayanan Nambi, Madhu Bhajra Bajracharya

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