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Tradizione o innovazione

  • Il 18 di Aprile ho avuto l’occasione di partecipare ad un Convegno sull’Agopuntura tradizionale cinese. Molti sono stati gli spunti interessanti. Uno fra questi ha particolarmente attirato la mia attenzione, in quanto lo ritengo un punto nodale che tutte le medicine tradizionali, e non solo quindi l’agopuntura, si trovano ad affrontare oggi.  Ci si è chiesti cosa possa significare ancora in questo momento storico, essere custodi della tradizione e fino a che punto ci si debba aprire all’innovazione.
  • Nell’epoca della globalizzazione viene spontaneo domandarsi se abbia ancora un senso il concetto di integrità della tradizione o se il rischio non sia piuttosto quello di un livellamento e di una conseguente perdita di contatto con le origini, in nome della modernità.
  • Negli ultimi decenni abbiamo assistito alla diffusione di modelli culturali differenti dai nostri, di religioni e tradizioni che non ci appartengono e che sono arrivati fino a “casa nostra”, assorbendo per forza di cose, elementi della cultura e del contesto sociale che li ospita.
  • Anche le millenarie medicine tradizionali, come la medicina cinese e l’agopuntura, oppure la medicina ayurvedica, o quella tibetana, inserite nel contesto socioculturale occidentale e in questo particolare momento storico, non possono non subirne le influenze e ne risultano forzatamente “contaminate”. Ma il concetto di “contaminazione ” non possiede necessariamente una valenza negativa, esiste infatti la possibilità di una “saggia contaminazione” che preveda da una parte un saldo attaccamento alle strutture concettuali più profonde e alle radici culturali più antiche, ma che sia d’altro canto aperta alle innovazioni di un contesto in continua evoluzione. Anche l’eredità culturale più autentica e apparentemente intangibile, viene  costantemente ricreata dal contesto storico e sociale in cui opera.
  • Da  questo continuo confronto non può che nascere una medicina sempre più integrata ed espressione della odierna complessità multiculturale .

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Maddalena Marchesini è laureata in Scienze Politiche indirizzo sociologico. Possiede l'abilitazione professionale all'insegnamento di Psicologia sociale e Pubbliche relazioni. Dopo alcuni anni di consulenza, diviene dipendente della Regione Emilia Romagna in qualità di funzionario nel 1985. Si occupa fino ai primi anni novanta di ricerca e analisi sul mercato del lavoro e sul sistema scolastico e professionale, partecipando alla stesura e redazione di pubblicazioni e riviste periodiche della Giunta regionale. Successivamente ha svolto, per la presidenza del Consiglio Regionale, il coordinamento di iniziative di informazione e comunicazione in materia di multiculturalità e diritti umani, in collaborazione con Amnesty International, Scuola e Università. In questi ultimi anni, dopo un periodo di lavoro presso la Commissione Consigliare Ambiente, ove ha svolto attività a carattere legislativo e istruttorio, a conclusione del suo iter lavorativo presso la Regione Emila Romagna, diviene membro della associazione Atah Ayurveda, con la quale attualmente collabora, interessandosi da oltre vent' anni di Medicine non Convenzionali.

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