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Esige il rispetto delle proprie scelte di vita e di salute

Siamo originati dallo spirito, la nostra sostanza primigenia ed inneffabile, è il purusha non tocco da impurità, il logos che ordina ogni cosa, è il verbo che è principio assoluto. Rendere grazie a queste potenze superiori è nostro inderogabile compito, per il fatto stesso che ci ritroviamo così! Già vivi, già senzienti, già dotati di coscienza.

Siamo fatti di materia, gli elementi basilari si combinano ad arte per affinità e contrasto, è la prakriti ottusa e greve che è posibile sentire e percepire, è il limite fisico oltre il quale tentiamo sempre di andare. E’ naturale impastarsi e co-esistere con la sostanza materiale che ci dà forma e colore, che si espande e contrae, che ci fa incontrare gli altri.

Siamo dotati del linguaggio parlato e scritto, è vac, il suono come segno significante che, purtroppo, ci impone di esprimere in momenti diversi e con parole diverse l’unica realtà inestricabilie della nostra esistenza.

L’esperienza, che noi viviamo nella sua totalità, si manifesta contemporaneamente in tutte le modalità possibili della presenza spirituale, fisica e psichica.

Il mondo in cui viviamo si è via via strutturato e si è adeguato a questa tripartizione delle “nostre nature”. Ci ritroviamo, inevitabilmente insoddisfatti, di volta in volta in uno degli aspetti in cui ci tocca vivere. Aneliamo alla totalità, ma siamo educati nella separatezza e nei distinguo o peggio nella partigianeria.

Anche nella medicina, nella cura della malattia, prevale la tripartizione fra corpo e mente; mentre lo spirito viene escluso dalla medicina moderna. E’ stato aperto un corso universitario a Malano in medicina che vuole creare il nuovo medico di domani a partire dallo studio della filosofia; ma come può una cultura che per due millenni ha negato valore filosofico al corpo, realizzare l’obiettivo che si è proposta?

Non tutto è perduto, c’è l’Ayurveda che ci offre la possibiltà di reintrodurre la complessità della nostra esistenza nella cura della salute. Abbiamo la possibilità di discernere e valutare e di non lasciarci dividere forzosamente in strati impermeabili di speculazioni scientifiche. La medicina Ayurveda che è una medicina tradizionale, energetica e filosofica non tralascia di proposito qualche parte della propria scienza. Chi si occupa di Ayurveda professionalmente conosce e si confronta ogni giorno con la completezza della sua sapienza. Umilmente studia. Essendo consapevole della limitatezza del proprio ingegno. Tutto può coltivare nell’animo fuorchè la superbia del “sapere”! Chi la vive come paziente ringrazia gli eventi e la fortuna per avergli riservata l’opportunità di curare la propria salute e le contingenze della vita in base a princìpi universali, verificati nei millenni. Entrambi rivendicano con forza la propria libera scelta. Scelta che ha solide motivazioni spiritual-filosofiche: il senso di trascendenza. Con il senso di trascendenza tutte le culture dialogano, imbattendosi nella realtà della ignoranza della propria origine e del vuoto mentale o quantistico che sia. Scelta con solide basi pragmatiche: la struttura e le funzioni del corpo vivente si radicano nella interazione degli elementi chimici costitutivi della materia e ci è donata l’intelligenza necessaria per conoscerli e lavorarli, senza violenza, per ottenere medicine. Scelta cui la povertà culturale di un occidente autarchico offre una ostinata resistenza ed obbliga a sfruttare tutte le qualità intellettuali e linguistiche di cui si è in possesso per mostrare una semplice verità: la vita di ogni singolo individuo è finita e proprio questo è un buon motivo per rispettarla in ogni momento. Solo la paura di ammettere di essere ignoranti, rende orgogliosi della propria ignoranza; solo la paura della decadenza del corpo spinge a forzarne la fisiologia con veleni; solo la paura della morte impedisce di accettare di parlare ed argomentare sulla morte.

Scegliere l’Ayuveda porta con sè la possibilità di affrontare integralmente la complessità assoluta delle nostre nature.

Articolo di

Dott. Guido Sartori, medico, laurea con lode presso Università di Bologna, tesi sperimentale sull'Ayurveda; pratica a Bologna la Medicina Tradizionale Ayurveda; come presidente Associazione Pazienti Ayurvedici ATAH Ayurveda ha sottoscritto il Documento di Consenso per le M.N.C.; membro della Commissione Medicine Non Convenzionali dell'Ordine dei Medici di Bologna, docente Master Universitari in M.N.C., già docente alla scuola Ayurvedic Point; socio fondatore Ass. ASIA, insegnante di Yoga e 2° dan Ki-Aikido Yushinkai; consulente farmacologo e formulatore di preparati ayurvedici innovativi con piante italiane; socio fondatore Ass. Medicina Centrata sulla Persona ONLUS; ha studiato con Vaidya Bhagwan Dash, Asthavaidya Narayanan Nambi, Madhu Bhajra Bajracharya

2 Commenti a “Esige il rispetto delle proprie scelte di vita e di salute”

  1. Milena ha detto:

    Dopo aver letto più di una volta l’articolo del dr.G.Sartori, che qui affronta (come del resto in quasi tutti i suoi scritti ) temi e concetti complessi e di non immediata comprensione, ho scelto alcuni punti che sarebbe interessante condividere anche con altri lettori.
    Guido scrive :
    1- ” Siamo originati dallo spirito, la nostra sostanza primigenia ed ineffabile…”
    INEFFABILE : perchè dello spirito non si può dire nè esprimere nulla? E nulla si può esprimere perchè non c’è nulla da dire oppure perchè non esistono parole con cui esprimere ciò che in effetti è o ciò che non è lo spirito ?
    2- “…è il purusha non tocco da impurità …”
    NON TOCCO DA IMPURITA’ : cioè puro, incontaminato,ma quali sono queste impurità che non toccano il purusha? Sono forse quelle della materia, del corpo fisico? Certo, nel termine impurità qui utilizzato non ci sono tracce del concetto negativo che deriverebbe da considerazioni di carattere religioso, di qualunque religione.
    3- ” …Rendere grazie a queste potenze superiori è nostro inderogabile compito…”
    E come dovremmo noi rendere grazie allo spirito, al purusha? Semplicemente prendendone atto e raggiungendone la piena consapevolezza? E questo è proprio un nostro dovere da cui nel corso della nostra vita non possiamo prescindere?
    4-“…Siamo fatti di materia…è la prakriti ottusa e greve …”
    OTTUSA e GREVE : in questi due aggettivi è compresa una connotazione negativa? E se sì, questo comporterebbe una valutazione negativa della materia in quanto finita e destinata al decadimento e al naturale consumo,rispetto invece alla natura infinita, immutabile ed eterna dello spirito?
    5- ” …Siamo dotati del linguaggio parlato e scritto…ci impone di esprimere in momenti diversi e con parole diverse l’unica realtà inestricabile della nostra esistenza..”
    In che modo nella nostra vita ci viene imposto di esprimere questa realtà? Ed è inestricabile questa realtà perchè non comprensibile, cioè perchè non esiste un reale perchè al nostro vivere?
    6- ” …Aneliamo alla totalità, ma siamo educati nella separatezza… o peggio nella partigianeria ”
    PARTIGIANERIA : perchè siamo partigiani se ci ritroviamo – non per nostra scelta – a vivere come ci tocca vivere nella nostre esperienza di vita?
    7- “…libera scelta. Scelta che ha solide motivazioni spiritual-filosofiche : il senso di trascendenza…”
    TRASCENDENZA : ma il paziente che decide di scegliere, per la cura della propria salute, l’Ayurveda è davvero consapevole di questo senso di trascendenza? Oppure, semplicemente, optando per una medicina “tradizionale, energetica e filosofica ” ( come scrive Guido ), passa oltre la medicina più diffusa e convenzionale da cui è circondato e in questo modo agisce secondo il senso di trascendenza? E per quale senso di trascendenza ” tutte le culture dialogano ” ( come scrive Guido ) ?
    Se il fine di tutte le scienze mediche resta comunque la tutela della salute dell’individuo nei suoi aspetti fisico, psichico e spirituale, è forse mirando a questo unico scopo che si realizza il senso di trascendenza, cioè il superamento, l’oltrepassare i confini degli impianti strutturali e delle prassi specifiche di ogni cultura medica ?

  2. guido ha detto:

    Cara Milena, i sette punti che individui necessitano di una risposta, oserei dire, esegetica! Bene, ne sono contento. Vedrò di estendere e rendere più chiaro il pensiero, o meglio, il sentire che sorregge il pensiero che ho esperesso e che gentilmente hai letto e commentato. Perdona, tu e gli altri lettori, ma ogni tanto è bene fermarsi a pensare il proprio sentire! E sentire cosa suscita il pensiero!
    Buona lettura!
    Guido

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