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Trasloco con l’Ayurveda

E tre…

Questa è la terza volta che affronto un trasloco: per il primo avevo 10 anni, e quando sei bambino tutto è più facile, ti diverti a spostare le cose e poi ci pensano i genitori.

Ma un trasloco dopo 20 anni dal precedente è un’altra cosa e un terzo dopo altri 20 anni un’altra cosa ancora: tu stesso sei diverso, hai degli anni in più, le tue reazioni agli eventi esterni sono cambiate e le tue risorse energetiche pure. E poi col trascorrere del tempo nel corso della vita cambiano anche le condizioni esterne:  le situazioni di lavoro, il rapporto con i colleghi, le amicizie, magari hai conosciuto persone nuove che in qualche modo hanno influenzato il tuo carattere, il tuo modo di pensare. Anche le situazioni familiari col tempo cambiano: hai perso un genitore o entrambi, i tuoi figli sono cresciuti, hanno studiato, hai dovuto affrontare i loro problemi, se sei sposato il rapporto con tuo marito o tua moglie può essere  migliorato o peggiorato, oppure sono subentrati problemi di salute più o meno gravi… Nel corso della vita possono cambiare anche la tua religione, la tua ideologia politica, il tuo stile di vita, puoi aver vissuto nascite e lutti, hai affrontato e cercato di risolvere disguidi e contrattempi, sei stato testimone più o meno partecipe degli eventi sociali, politici ed economici del tuo paese e – come no? – anche del mondo intero.

E secondo l’Ayurveda noi, essere umani, unione di corpo, mente e spirito, siamo in continua relazione con tutto ciò che ci circonda, con l’universo tutto in un continuo processo di adattamento – reazione e risposta-  a tutti gli stimoli esterni, vicini o lontani che siano. Quante volte questo continuo “ bilanciamento “ avviene nel corso della vita ?!  Innumerevoli volte, sempre. Le dune nel deserto possono rimodellarsi lentamente nel tempo  oppure trasformarsi rapidamente in pochi minuti durante una tempesta di sabbia. E come la natura, anche noi nel tempo cambiamo…

Così, mi sono detta, vediamo come io, sicuramente diversa da prima, affronto un altro trasloco: cambiare casa, paese e regione. Mi sono messa come uno spettatore in teatro ad osservare come io stessa – corpo, mente e spirito – mi adattavo al trasloco: e il trasloco è pur sempre uno sradicamento, se lasci le tue cose, la tua casa, il tuo paese dopo esserci stato per 20 anni. E’ come quando in un campo o in un viale viene rimosso un albero: non sempre tutte le radici restano attaccate all’albero rimosso, le più piccole, quelle meno importanti e vitali si rompono e restano a terra.

E’ comunque più facile traslocare per le popolazioni nomadi: sostando nelle oasi tra le sabbie infuocate del deserto o attraversando gli altopiani brulli ai piedi dell’Himalaya, le carovane si spostano smontando le tende e caricando sulle spalle e sul dorso degli animali le poche e semplici vettovaglie.

Per noi, che possediamo tante più  cose e tanti più oggetti, l’impresa è più complicata. Dobbiamo portare con noi i vestiti per il cambio di stagione, il computer con la stampante al laser, il servizio di porcellana della nonna, il televisore a cristalli liquidi acquistato come occasione da non perdere nel centro commerciale, la nostra poltrona preferita con lo schienale adattabile dove a volte quando leggiamo ci addormentiamo tranquillamente, il vaso in vetro di Murano souvenir dell’ultimo viaggio a Venezia, il vassoio in argento – classico regalo di nozze del vicino di casa.

E sono tutte cose…  In realtà, in occasione del trasloco, tutte le volte che ti capita tra le mani un oggetto ti dovresti chiedere: per non riempire di scatole e scatoloni un TIR intero, questa cosa mi serve davvero?  E’indispensabile?  Ha un valore affettivo importante, oppure no?  Così è più facile scegliere. E se poi ti ritrovi cose doppie o addirittura triple che non ricordavi di avere e che spuntano da chissà dove, perché non distribuire o regalare a chi ne può avere bisogno? Le coperte alla Caritas o alle strutture analoghe, le pentole vecchie anche se un  po’ sciupate al canile per le zuppe degli ospiti a quattro zampe… E se la lavatrice o il frigorifero sono vecchi ma ancora un po’ funzionanti e tu hai deciso di rinnovarli, basta portarli in discarica oppure passare parola ai vicini di casa per regalarli: qualcuno che ne ha bisogno salterà fuori.

E così un trasloco diventa un fatto di crescita e un’esperienza positiva: ci aiuta a dare il valore alle cose, ci aiuta a capire che possediamo tanti, forse troppi oggetti, a capire che le nostre case spesso contengono più di quello che ci servirebbe e che sicuramente ci basterebbe meno di quello che abbiamo. Condurre un trasloco passo a passo con l’Ayurveda diventa un’occasione per conoscerci meglio e – perché no ? – per metterci alla prova… Perché l’Ayurveda ci insegna che  uno degli  scopi da realizzare nella nostra vita è  artha, cioè il raggiungimento dei beni materiali, ma solo di ciò che ci serve per vivere e questo, se ci pensiamo bene, ci basta.

Articolo di

Laurea in Medicina e Chirurgia nel 1979 presso l'Università degli Studi di Parma Specializzazione in Microbiologia nel 1982 presso l'Università degli Studi di Parma Dal 1980 al 2010 ha prestato servizio come medico di Laboratorio Ospedaliero presso l'Azienda AUSL di Reggio Emilia Nel 2009 - 2010 ha frequentato il 1° anno del Corso per medici di Medicina Ayurvedica Ayurvedic Point di Milano Attualmente iscritta all'Ordine dei Medici Chirurghi della provincia di Massa Carrara Risiede a Carrara ( MS )

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