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La tradizione in cucina e l’Ayurveda

Lavorando alla mia tesi per il diploma di Terapista Ayurveico, ho analizzato alcune ricette tradizionali italiane guardandole “ayurvedicamente”. Potrete restare sorpresi ma nelle tradizioni italiane si ritrova spesso l’Ayurveda che è la cura del benessere.
L’idea di questa ricerca viene dalla considerazione che l’Ayurveda ha dell’alimentazione. Mangiamo per fame, per abitudine, per insoddisfazione, non siamo abituati ad alimentarci pensando a far stare bene il nostro corpo.
L’Ayurveda invece prescrive quello che dobbiamo o non dobbiamo mangiare e come mangiare perché il cibo è la nostra prima medicina, se assumiamo quella giusta staremo bene, se assumiamo quella sbagliata i sintomi si aggraveranno.

Nel mio studio ho ricercato le ricette tradizionali nella loro versione originaria, cioè non modificate dai vari autori di libri di cucina o dai grandi cuochi; mi interessava ciò che veniva dalla tradizione più semplice.
La cosa che ho notato subito è il fatto che in tutte le ricette ho trovato prodotti locali e verdure di stagione, niente alimenti esotici o prodotti che hanno fatto viaggi assurdi per arrivare da noi.
Di ciascuna ricetta ho fatto un elenco dei componenti analizzando per ciascuno i guna – le qualità, i rasa – i gusti, il virya – energia o potenza di una sostanza ed infine il vipaka – effetto postdigestivo.
Vi riassumo ora l’analisi relativa ad un piatto tipico della mia regione “i Pizzoccheri della Valtellina”

E’ un piatto tipico invernale, per la pasta si utilizzano due farine diverse, quella di grano saraceno e quella di grano tenero, già qui abbiamo un mix di virya caldo per il primo ed un virya freddo per la seconda. Ci sono poi le verze e/o le coste, le patate, e due tipi di formaggi, il casera e il grana. Si utilizzano infine l’aglio ed il burro.
E’ sicuramente un piatto che ha qualità di pesante, morbido ed oleoso e gusti dolce, amaro, astringente e salato. E’ pesante per una costuzione Kapha ed un poco rinfrescante per una Vata, va bene per una Pitta perché al Pitta giovano il pesante, il rinfrescante, l’amaro ed il dolce.

Dobbiamo considerare però che è un piatto che deve fornire molte energie: “inverno e montagna = lavori pesanti” e che d’inverno il nostro “agni–fuoco digestivo” è più forte ed in grado quindi di digerire cibi pesanti.
Se si aggiunge alla ricetta un po di pepe nero si riduce il pesante dei formaggi e il gas delle patate; se si aggiunge dello zenzero il Kapha viene meno aggravato dalla presenza di burro e grano. Il burro poi è posibile sostituirlo col ghee.

Questi semplici accorgimenti ayurvedici, senza cambiare il sapore al piatto, lo rendono più digeribile per tutti, anche per chi non vive e lavora in montagna. Un piatto unico nutriente, semplice e gustoso.

Vai alla ricetta.

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Un Commento a “La tradizione in cucina e l’Ayurveda”

  1. mirarlo ha detto:

    Codesto post è senza dubbio scritto bene, nello stesso modo in cui l’intero blog (http://www.atahayurveda.it) in generale.

    Son un affezionato, complimenti.

    maggiori suggerimenti sono accessibili a questo link

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